David Crosby: “Se per il Coronavirus mi cancellano il tour, io perdo casa”

COVID-19, David Crosby preoccupato per i suoi concerti: "Sono nella merda".

Si fanno sentire, eccome, gli effetti del Coronavirus. Il cantautore americano David Crosby, già cofondatore dei Byrds e in seguito parte del leggendario quartetto country/folk-rock Crosby, Stills, Nash & Young, ha detto che se a causa dell’emergenza COVID-19 gli cancelleranno il tour previsto in partenza tra poche settimane, molto probabilmente perderà la casa.

In un’intervista alla rivista statunitense GQ, il musicista e compositore ha affermato: «Sto qui seduto ad aspettare che mi cancellino il tour e mi mettano nei guai finanziariamente. I dischi non li compra più nessuno, lo streaming non paga, così tutto quello che ci resta sono i concerti, l’unica cosa che possiamo fare per alzare un po’ di grana. Perderli è una cosa  tremenda. Con molta probabilità, perderò la mia casa, non ho risparmi. Non so proprio cosa fare, se non tenere botta e cercare di andare avanti».

Al momento, però, ancora nulla è confermato riguardo all’annullamento del programma dei concerti che Crosby dovrebbe tenere a partire dal prossimo 14 maggio: «Niente è sicuro, non lo sappiamo. Al momento, Live Nation sta cancellando i suoi spettacoli, e parliamo di un gigante. Hanno cancellato tutto fino ad aprile, ma non hanno ancora detto niente riguardo a maggio. Io dovrei partire proprio quel mese ed essere impegnato fino a pochi giorni prima di Natale. Se perdo tutto sono nella merda».

Sulle modalità alternative di sostenere gli artisti in questo momento, Crosby ha aggiunto: «Comprare un biglietto aiuta, comprare merchandising aiuta, se lo fai da noi. Ma a essere onesti, non credo che esista un modo per risolvere la situazione». Poi rilegge le vicende degli ultimi lustri, con lo streaming a soppiantare le vendite di CD e vinili: «Vuoi sapere come sono andate le cose? Quelli che sviluppano le tecnologie sono andati dalle tre principali case discografiche e gli hanno detto: “Hey, pensate a un mondo in cui non esistano oggetti fisici. Niente spedizioni, niente restituzioni, niente copertine, stampe e disegni”. E le compagnie hanno risposto: “Wow, e come si fa ad avere tutto questo?”. “È semplice. Dovete solo aggiornare la vostra lista fornitori. Pagherete noi invece che gli artisti, e loro non ne sapranno niente. Meno soldi a loro e più soldi a noi”. Ora, io tutta questa roba non la sopporto, perchè in questo modo noi creiamo la musica e loro fanno i soldi. È profondamente sbagliato per me, e danneggia tutti i giovani talenti che provano a vivere di musica».

L’ultimo album dell’artista USA – i cui rapporti con Graham Nash e con Neil Young si sono incrinati tempo fa – è stato Sky Trails, pubblicato da BMG nel 2017. Tra i suoi dischi fondamentali ricordiamo l’immortale If I Could Only Remember My Name del 1971.

Riguardo al Coronavirus, ricordiamo che l’emergenza ha già portato a misure drastiche negli Stati Uniti, tra cui la chiusura di tutti i locali a New York e la riprogrammazione del Coachella Festival.

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