4AD coglie tutti di sorpresa in queste ore comunicando la triste notizia della morte del cantante statunitense (naturalizzato britannico) Scott Walker. A pochi mesi dalla pubblicazione delle musiche originali per il film Vox Lux (presentate in anteprima, assieme alla pellicola, alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia) Noel Scott Engel (questo il suo nome di battesimo) è morto all’età di 76 anni “lasciando la figlia Lee, la nipote Emmi-Lee e la partner Beverly”. Il comunicato stampa non menziona alcun dettaglio riguardo alle cause del decesso ma ne ripercorre brevemente le gesta dagli esordi pop in trio con i (finti) fratelli Walker, i Brothers Brothers, alla svolta sperimentale introdotta negli anni ’80 che ha aperto in seguito la via ai capolavori The Drift e Bish Bosch.
Su SA potete ripassare una puntata di “Jarvis Cocker’s Sunday Service”, programma radio condotto dal frontman dei Pulp sulla popolare radio britannica BBC 6 nel 2017, in cui Walker ha raccontato alcuni episodi interessanti relativi alla propria carriera artistica oltre che del suo rapporto con il compianto David Bowie. Sempre di quell’anno l’uscita di Sundog, libro che raccoglieva una selezione dei suoi testi – con introduzione di Eimear Mc Bride – e il concerto tributo alla Royal Albert Hall organizzato dalla BBC.
Di seguito un estratto proprio di McBride a proposito della scrittura del compianto musicista. Su SA inoltre potete consultare un monografico e recensioni di alcuni album tra cui Soused (che vede la collaborazione con i Sunn O)))) e i sopracitati Bish Bosch e The Drift.
«Walker’s work, as Joyce’s before it, is a complex synaesthesia of thought, feeling, the doings of the physical world and the weight of foreign objects slowly ground together down into diamond [. . .] This is not art for the passive. It does not impart comfort or ease. Tempests will not be reconciled by the final bars and no one is going home any more»
