Intervistata dal Times, Ellie Rowsell è tornata sulle accuse che aveva rivolto a Marilyn Manson il mese scorso, rivelando di essersi trovata a fronteggiare numerosi troll sui social da quel giorno in avanti. La frontwoman dei Wolf Alice coglie un punto importante rispetto ai commenti che sono stati rivolti a praticamente tutte le donne che hanno reso pubbliche le loro vicissitudini con il rocker e in generale con i loro molestatori. «Si preferisce denigrare una donna per esser venuta allo scoperto piuttosto che sentire ciò che ha da dire», afferma Rowsell. Viene insinuato che dietro il racconto ci sia una mera «ricerca di attenzioni» oppure, e peggio, che trovarsi in quella situazione «equivalga già ad un torto in partenza».
Inoltre, pare che la gente «abbia paura di stare con le donne che chiedono un cambiamento perché così facendo si teme che qualcuno venga cancellato/ostracizzato. Tirar fuori queste storie potrebbe invece cambiare le carte in tavola. Potrebbe far capire alla gente cosa c’è di sbagliato in questi comportamenti… …abbiamo bisogno di rieducare e diversificare l’industria [musicale]»
Il motivo per il quale ho parlato è perché altra gente non veniva creduta. Credo ci sia una forza intrinseca nel racconto corale. La gente stava iniziando a pensare che le donne che avevano una relazione con lui avessero fatto una scelta. Non credo che Manson sappia il significato di relazione consensuale se se ne va in giro a filmare le ragazze sotto la gonna… …sono d’accordo che cose del genere non dovrebbero esser denunciate online anni più tardi [eppure] Manson non è stato rimproverato al tempo né dal suo team né dagli organizzatori del festival. Le sue azioni sono state giustificate come qualcosa che era solito fare. Non si è scusato con me, né mi ha lasciato che gli confiscassi la camera, né avrei potuto andare dalla polizia perché quello che ha fatto al tempo non era considerato un crimine
Ellie Rowsell
Nel frattempo sul caso Manson, anche grazie alla senatrice Susan Rubio, si è attivata l’FBI che, con tutta probabilità, ha già iniziato le indagini sentendo, ad esempio, l’attrice Bianca Allaine, una delle ultime vittime ad essersi fatta avanti.
Sulle nostre pagine potete inoltre consultare la storia raccontata da Esmé Bianco (l’attrice che in Game Of Thrones ha recitato nei panni di Ros), oltre ad un approfondimento sulla vicenda che amplia il discorso al più grande tema della “complicata separazione della persona dall’opera artistica”.