È chiaro quali siano i sentimenti che ruotano intorno a Game of Thrones, almeno da quando i libri di George R. R. Martin hanno smesso di sorreggere le sceneggiature delle ultime tre stagioni (e mezzo). Anche se molti degli episodi più spettacolari e memorabili della serie esistono proprio in questo lasso di tempo (Aspra Dimora, La Battaglia dei Bastardi, I Venti dell’Inverno, fino al recente La Lunga Notte), una nutrita schiera di detrattori ha avuto sempre da ridire su quegli elementi narrativi non particolarmente coerenti né con la scrittura di Martin né con la serie stessa.
A tal proposito ne ha parlato a Entertainment Weekly Conleth Hill, l’attore che interpreta il “Maestro dei Sussurri” Varys, in occasione della sua [SPOILER] uscita di scena nell’ultimo episodio trasmesso nella giornata di ieri (The Bells). Gli argomenti principali dell’intervista sono stati proprio le stagioni dell’epoca “post-Martin”: «Nel complesso sono state straordinariamente positive e brillanti, ma credo che le ultime due stagioni non siano tra le mie preferite. Non posso lamentarmi perchè le prime sei stagioni sono state eccezionali e ho avuto delle grandi scene anche nelle ultime due. Ma il mio pensiero è nato quando le cose sono un po’ cambiate per il mio personaggio». Il cambiamento di cui parla ha avuto inizio proprio nel momento in cui aveva cominciato a mancare la base letteraria, in particolare quando gli ideatori della serie (David Benioff e D. B. Weiss) hanno smesso di interessarsi agli outsider della storia.
«Amavo viaggiare in quel carretto con Peter Dinklage [Tyrion Lannister, quinta stagione, ndSA]. Penso che quello che è stato detto durante quelle scene sia stato essenziale per comprendere la natura dei “mostri” e degli outsider della serie. In un certo senso, si è perso quando abbiamo superato i libri di Martin. Quel particolare interesse verso gli “strani” non era più efficace come un tempo. In queste ultime due stagioni ci sono state delle scene fantastiche, ma poi entravo in scena e mi sembrava di dire solo il bollettino metereologico. […] Ho pensato che il mio personaggio stesse perdendo le sue conoscenze. Se era un uomo così intelligente e aveva risorse del genere, come mai non sapeva delle cose? Tutto questo ha contribuito al mio sgomento. Adesso capisco che è stato in funzione di un finale nobile e grandioso, ma queste ultime due stagioni sono state frustranti».
Le parole di Conleth Hill sembrano confermare le delusioni dei detrattori della serie, almeno quelli più innamorati del lavoro di George R. R. Martin. È come se rivelasse (in parte) le possibili intenzioni degli ideatori per il gran finale: puntare sulla spettacolarità del racconto più che sul suo lato riflessivo e politico, anche a costo di perdere quegli elementi narrativi che hanno contribuito al suo successo.
A coronamento di questa intervista, vi proponiamo l’ennesima gaffe di quest’ultima stagione. Dopo le polemiche relative alla fotografia “troppo buia” del terzo episodio e al mistero della tazza di caffè presente in una scena del quarto, nella giornata di oggi sono comparsi numerosi tweet con protagonista Jaime Lannister (il personaggio interpretato da Nicolaj Coster-Waldau). A quanto sembra, in una delle sequenze più commoventi della quinta puntata, l’attore “si è dimenticato” di mettersi la mano di latta sopra la mano destra (quella che il personaggio perde all’inizio della terza stagione). Su SA potete trovare tutti i commenti all’ultima stagione di Game of Thrones (compreso quello del recente quinto episodio). Di seguito alcuni tweet che testimoniano l’ennesima gaffe della serie.
https://twitter.com/kayrascoffee/status/1127981037856800769
https://twitter.com/DaenerysTweet/status/1128009826594959362
https://twitter.com/vivianbarros_/status/1128120052312682496