Le dichiarazioni di Grimes riguardo al futuro della musica, e segnatamente al fatto che presto potrebbe essere appannaggio delle sole macchine, hanno suscitato reazioni non concordanti da parte di alcuni suoi colleghi. In particolare, a risponderle era stata dapprima Zola Jesus, che aveva accusato la cantante, nonchè fidanzata del magnate e inventore Elon Musk, di essere la voce del «privilegiati fascisti del silicio», e a seguire l’ex frontman dei Majical Cloudz, Devon Welsh, che mantenendosi su un tenore non dissimile aveva descritto le parole della musicista canadese come «propaganda fascista della silicon valley».
In queste ore Grimes ha ribattuto alle invettive delle colleghe proseguendo così, via social media, la conversazione sul tema – riporta Stereogum – ed evitando di alzare i toni dello scontro, mantenendosi su livelli di discussione pacati e civili: «La tecnologia ha sempre cambiato il modo in cui creiamo e consumiamo musica, e non si fermerà certo qui – ha dichiarato l’artista – In che direzione potrà andare e quali saranno i suoi effetti positivi? Non potremo prevenire gli effetti negativi se prima non iniziamo ad analizzare quelli positivi».
2/ technology has always changed the way we make/ consume music and it’s not going to stop here. Where could it go and what are the potential positive outcomes? We can’t prevent bad outcomes if we don’t start envisioning good outcomes.
— ꧁ ༒ Gℜiꪔ⃕es ༒꧂ (@Grimezsz) November 23, 2019
Il concetto viene ribadito nel post seguente: «La tecnologia sta rendendo la musica più democratica. La gente crea musica splendida con un semplice laptop e senza aver mai preso lezioni. Più persone che fanno musica = più arte nel mondo = risultato positivo. Direi che siamo nel pieno di un’incredibile esplosione creativa guidata in larga parte da tecnologie musicali accessibili».
3/ technology is democratizing music! Ppl r making stunning art on laptops with no music education. more people making music = more art in the world = net positive. I’d argue we’re in the midst of an incredible creative explosion largely driven by accessible music technologies.
— ꧁ ༒ Gℜiꪔ⃕es ༒꧂ (@Grimezsz) November 23, 2019
Certo, non tutta l’arte che ne scaturirà sarà buona, ma ciò che conta – secondo Grimes – è «che le persone possano fare esperimenti». «Non c’è dubbio – prosegue l’artista nei post successivi – che la performance dal vivo di un essere umano sia una delle esperienze più commoventi che possiamo vivere, ma ciò non significa che non dobbiamo interrogarci sugli esperimenti che potremo fare in futuro. Adoro pensare al futuro e sono curiosa riguardo a come le nuove tecnologie potranno, ad esempio, ridurre l’impatto ambientale».
Distopie a parte, e con l’occhio per adesso rivolto al presente, ricordiamo che Grimes ha appena annunciato i dettagli del suo nuovo album, Miss Anthropocene, previsto in uscita l’anno prossimo. Trovate tutte le informazioni nella pagina dedicata al disco. Mentre su SA potete ripassare la carriera della cantante, performer e producer a partire dall’introduzione di Daniele Rigoli.