Un paio di giorni fa, James Blake ha aperto il proprio account Twitter per vuotare il sacco e riflettere su un argomento che lo affligge da tempo immemore. Oggetto: rispondere a tutti coloro che utilizzano l’etichetta “ragazzo triste” per descrivere la sua musica.
«Non posso fare a meno di notarlo (come faccio ogni volta che parlo dei miei sentimenti in una canzone), troppo spesso la mia musica viene etichettata come il prodotto di un “ragazzo triste” – sottolinea il crooner – trovo da sempre quest’espressione malsana e problematica nel momento in cui la si usa per descrivere uomini che parlano apertamente dei propri sentimenti per – al contrario – non usarla affatto quando sono le donne a parlare delle cose contro le quali lottano… …questo non fa altro che contribuire alla storica stigmatizzazione degli uomini che si esprimono emotivamente».
Please read. I've wanted to say this for a long time, and now seemed as good a time as any. pic.twitter.com/1fSPt7SJnx
— James Blake (@jamesblake) May 26, 2018
La scorsa settimana James Blake ha pubblicato il suo ultimo singolo Don’t Miss It (di seguito, il link al video), con la collaborazione di Dom Maker dei Mount Kimbie. Si tratta del secondo singolo, dopo If The Car Beside You Moves Ahead, uscito all’inizio di quest’anno, pubblicato dai tempi di The Colour In Anything, l’ultimo album dell’artista risalente al 2016. Su SA trovate la recensione sia di quest’ultimo che del precedente Overgrown (2013) e dell’esordio James Blake (2011).
