Lo Stato Sociale (e Paddy Jones) destano social e Festival alla prima serata di Sanremo 2018

Non v'era dubbio che l'hashtag #lostatosociale sarebbe finito dritto tra le tendenze di Twitter, immediatamente dopo quelli relativi a #elioelestorietese, #ermalmeta, #fiorello e naturalmente al più generico #festival

Non v’era dubbio che l’hashtag #lostatosociale sarebbe finito dritto tra le tendenze di Twitter, immediatamente dopo quelli relativi a #elioelestorietese, #ermalmeta (per la storia del plagio), #fiorello e naturalmente al più generico #festival. L’esibizione del gruppo bolognese a Sanremo 2018, come era prevedibile visto il testo del brano e lo show imbastito dal gruppo, ha destato l’audience e scatenato i social media, diventando nel corso della serata (e della notte) il caso musical-mediatico della prima giornata del festival.

In gara tra i Big, Lo Stato Sociale ha proposto Una vita in vacanza, un brano vagamente “politico”, caratterizzato dal caratteristico frasario giovanile della band, richiami a Vasco Rossi, e con un approccio giocoso a fare idealmente il verso agli altri co(ntro-co)ncorrenti in gara, Elio e Le Storie Tese, grazie anche a un’esibizione che ha inseguito, adattandola, la performance di Gabbani dello scorso anno. Nel loro caso, l’elemento a sorpresa è stato Paddy Jones, ballerina ottantatreenne in passato concorrente a Britain’s Got Talent (ma anche del nostrano Tu si que vales su Canale 5), salita sul palco, proprio come in quel video dei Coldplay (di seguito lo streaming), per danzare, accompagnata da un ballerino, una coreografia sulle note della canzone.

Alberto “Albi” Cazzola (voce e basso), Francesco “Checco” Draicchio (synth e programming), Lodovico “Lodo” Guenzi (voce, chitarra, pianoforte e synth), Alberto “Bebo” Guidetti (drum machine e programming) e Enrico “Carota” Roberto (voce e synth) arrivano al festival sulla scorta di un successo crescente, vertiginoso e nondimeno divisivo, senz’altro alimentato dai social, che li ha portati dall’essere un discusso caso discografico all’interno della scena indipendente italiana nel 2012, all’altezza dell’esordio Turisti della democrazia (recensione di Nino Ciglio), ad accreditato (e da noi criticato) fenomeno nazionale con Amore, lavoro e altri miti da sfatare (recensione di Fabrizio Zampighi, 2017), album che è stato annunciato contestualmente a una importante esibizione al Mediolanum Forum di Assago svoltasi lo scorso aprile, a testimonianza dello status raggiunto.

Tracklist