Michael Stipe torna sul coming out riguardo alla sua sessualità e sullo scioglimento dei R.E.M.

Michael Stipe (R.E.M.): "Sono orgoglioso di non aver mai nascosto la mia sessualità".

Nel 1994, i R.E.M. erano all’apice della loro carriera e Michael Stipe scelse quel momento per rivelare al mondo la natura della sua sessualità. Oggi, a distanza di 25 anni, l’ex frontman dell’ancora amatissima band di Athens è tornato sul coming out fatto allora, dicendosi «orgoglioso» di non aver mai nascosto i suoi orientamenti sessuali: «Non troverete mai una foto con una donna al mio fianco solo per dare a intendere che io sia diverso da ciò che sono realmente – ha dichiarato Stipe a Billboard – Non sono mai stato quel tipo di persona».

Quando il cantante per la prima volta parlò della cosa pubblicamente, i R.E.M. erano nel pieno dell’attività promozionale a supporto di Monster, il loro disco pubblicato nel settembre 1994. Non era l’America di Trump, certo, ma nemmeno due anni dopo l’allora presidente Bill Clinton – come ricorda Consequence of Sound – avrebbe firmato una legge che definiva il matrimonio come unione tra un uomo e una donna (ah, i democratici, così diversi e così uguali ai repubblicani…). Stipe disse allora che rifiutava qualsiasi tipo di etichetta e di essere semplicemente attratto, in egual misura, da uomini e donne. Ma nell’intervista appena rilasciata a Billboard ha detto che «qualsiasi fan di lungo corso dei R.E.M. se ne sarebbe potuto accorgere già da un pezzo».

La chiacchierata con la testata USA, però, ha riguardato anche la disciolta band americana e in particolare la sua fine, datata 2011, che – secondo il vocalist del gruppo – «è stata la decisione giusta». Non solo. «Separarci – ha spiegato Stipe – ha permesso a noi, e credo anche al resto del mondo, di fare un passo indietro e guardare alla faccenda per quello che era. Non eravamo tipi da restare là fuori per sempre, e onestamente credo che sciogliendo la band ci siamo fatti un enorme favore».

Recentemente, i R.E.M. hanno pubblicato la versione celebrativa di Monster, accompagnata da nuove versioni dei brani Let Me In e Revolution. Su queste pagine potete leggere non solo la corposa monografia dedicata alla band e curata da Giulio Pasquali, ma anche la recensione Classic dello stesso Monster, a cura di Stefano Solventi.

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