Attivissimo da molti mesi ormai sul suo blog, The Red Hand Files, Nick Cave ha nuovamente risposto alla domanda provocatoria di un fan, che gli chiedeva se non avesse paura di perdere dei fan dato il nuovo sound imposto con i suoi Bad Seeds, specialmente riscontrabile negli ultimi due album, Skeleton Tree e Ghosteen. La risposta di Cave è stata come sempre esemplare ed educata, ma soprattutto trascinante per la maniera, molto narrativa, con cui è stata articolata.
Eccone qualche estratto: «Amiamo e rispettiamo i nostri fan, sia quelli storici che i nuovi, ma ovviamente sono liberi di venire o andarsene se lo vogliono. Quello che i Bad Seeds stanno cercando di fare è nutrire i nostri ascoltatori, di sfidarli e di farli confrontare tra loro, fare dischi che creino un qualche tipo di dissonanza, e forse che li disturbi addirittura, ma che alla fine li scuoti. Perdere fan è un danno collaterale quando si affronta la musica da un punto di vista artistico e non commerciale. Comporre musica con l’obiettivo specifico di accontentare i fan può essere paternalistico ed esplorativo. Sfidare la musica, in termini artistici, per sua natura può alienare alcuni fan e può ispirarne altri, ma senza questa dissonanza non c’è una reale conversazione, non c’è rischio, non ci sono lacrime né sorrisi, e nessuno ne rimarrà scosso, e nessuno ne rimarrà affezionato».
In un ultimo passaggio, Cave fa perfino riferimento a Kanye West come al «più grande artista del nostro tempo», in piena logica con quanto affermato sopra: «Fare dell’arte è una forma di pazzia – dormiamo all’interno della nostra singolare visione e ci perdiamo in essa. Non c’è musicista sulla Terra che sia più devoto al suo tormento di Kanye, e in questo periodo specifico è il nostro più grande artista». [Foto di: Gosha Rubchinskiy]
Ricordiamo che, a poche settimane di distanza dalla pubblicazione di Ghosteen, i Nick Cave and the Bad Seeds hanno annunciato il tour europeo in supporto a quest’ultimo, un tour che toccherà anche l’Italia con due appuntamenti il prossimo anno: il 9 giugno 2020 al Forum di Assago (Milano) e l’11 giugno seguente all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Prima di Natale, inoltre, l’artista australiano ha fatto un regalo ai propri fan condividendo per lo streaming (per un periodo limitato) Distant Sky, il concert film, diretto da David Barnard, che documenta il live tenuto dalla band a Copenaghen nell’ottobre 2017. E ricordiamo anche che Re Inchiostro ha annunciato la pubblicazione di un’autobiografia illustrata in uscita nel mese di marzo.
