Contemporaneamente all’aggiunta di un terzo appuntamento alla prima mondiale di MYRIAD, l’installazione site specific curata dal compositore che si svolgerà al Park Avenue Armory di New York tra il 22 e il 24 maggio, Daniel Lopatin, ovvero Oneohtrix Point Never, ha annunciato l’uscita del nuovo album sulla lunga distanza.
Il successore di Garden Of Delete (2015) uscirà, sempre via Warp, il prossimo 1 giugno con il titolo di Age Of e, a quanto pare, sarà un lavoro ricco e coeso in grado di spaziare tra le più disparate epoche musicali (dalla musica primitiva al country, dalle ballate folk al pop alla computer music e molto altro ancora). Curiosa anche la copertina che coincide con un quadro dell’artista concettuale Jim Shaw, il cui titolo (The Great Whatsit) fa riferimento al classico noir Kiss Me Deadly e allude a una presunta, nebulosa (e devastante) minaccia che ossessiona la vita di un singolo fino ad estendersi ad un’intera nazione (il riferimento puramente voluto è al celestiale portatile MAC ritratto alla base del quadro). Ex-studente d’arte ad Ann Arbor, e attualmente residente a Los Angeles, Shaw ha contribuito, negli anni ’70, alla nascita della band anti-rock Destroy All Monsters. È inoltre l’ideatore del O-ismo, una religione basata su una omonima divinità che ha ispirato alcune installazioni e mostre internazionali. La sua mostra più celebre è probabilmente The Hidden World (che è anche, tra le altre cose, un libro composto da arti grafiche a fini – para – didattici).
Trovate il dettaglio completo su Age Of nella pagina dedicata. Di recente il musicista statunitense ha composto una traccia assieme a Ish degli Shabazz Palaces – sotto il nome di 319 – e pubblicato via FACT un missato dedicato alle sue soundtrack preferite; inoltre, è comparso nei crediti dell’ultimo album di David Byrne, American Utopia (i suoi contributi hanno riguardato i brani This Is That e Here). Sempre nel 2017, ha trionfato al Festival di Cannes nella sezione dedicata alle migliori soundtrack con Good Time, recensito su queste pagine da Edoardo Bridda. Foto: Gary Wolstenholme / Redferns.
