Che ad Hollywood non si parlasse altro che di Parasite lo si era capito dai numerosi e storici riconoscimenti che il film ha accumulato nei mesi scorsi e che gli hanno spianato la strada alla scorsa notte degli Oscars. Come ha sottolineato il nostro Davide Cantire nel suo approfondimento, il buono e giusto chiacchiericcio nato intorno al film potrebbe derivare dal fatto che non si possa separarne il trionfo dal suo essere il più “hollywoodiano” della filmografia di Bong Joon-Ho, ancora più dei già internazionali Snowpiercer (2013) e Okjia (2017).
Col senno di poi stupisce ancora meno l’intenzione di creare un adattamento televisivo di Parasite, una miniserie in inglese commissionata da HBO e con un cast tutto a stelle e strisce (forse). A collaborare con Bong Joon-Ho (che rimarrà in un ruolo centrale nell’ideazione) ci sarà Adam McKay, regista de La Grande Scommessa, Vice – L’uomo nell’Ombra e della pluripremiata serie Succession (sempre di HBO). A proposito degli attori coinvolti, Mark Ruffalo è stato preso in considerazione per un ruolo da protagonista, probabilmente quello che nel film ha il volto di Song Kang-Ho (Kim Ki-Taek, il padre della famiglia povera). Inoltre, in questi giorni sta circolando in rete un rumor secondo cui Tilda Swinton, già attrice di spicco nei sopracitati film internazionali del regista coreano, potrà invece ricoprire il ruolo di protagonista al fianco di Ruffalo, a sostituzione di Jang Hye-Jin (che ha interpretato la moglie di Ki-Taek, Chung-Sook).
Su queste pagine, oltre alla recensione del film, trovate anche la nostra analisi degli Oscar 2020.