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7.3

Assieme a Martyn, 2562 / Dave Huismans, anche lui olandese, ha sempre inteso ritmo, layering e groove nella musica elettronica come qualcosa da plasmare secondo un approccio personale, assorbendo osmoticamente tendenze del sottobosco dance elettronico e via via allargando il cerchio. Lo ha sempre saputo Pinch, che lo ha assoldato sulla sua Tectonic e fin dalla sua prima produzione, Kameleon, lo ha seguito e valorizzato. E lo sapeva anche Martijn Deijkers che, occhio ai numeri, lo accoglie sulla personale 3024 (anche questo un indirizzo postale) per Embrace / Hijack, un 12” in triangolazione house, techno e dubstep in un anno in cui le iniezioni aeree di Basic Channel (e altre “berlinesità” assortite) sembrano il terreno più interessante e fresco dove andare a innestare texture e ritmi UK. Parallelamente a Martyn, dal sound caldo e colorato, in controtendenza rispetto agli abissi elettronici in voga, 2562 è da subito un marchio che accoglie un grandangolo interessante.

Le profondità del dub, i tagli precisi, le fragranze tribali e un soffuso esotismo sospeso tra dancehall e ricordi rave fanno di 2562 uno dei nomi da tenere sotto stretta osservazione e, di fatto, il sophomore Unbalance, pubblicato nell’anno che vede esplodere l’Uk Funky e un crescente interesse per gli innesti improntati al 4/4 nelle tessiture del dubstep, non tradisce le aspettative. Con Fever, però, Huismans spiazza tutti. Si mette in proprio (When In Doubt), comincia a sporcare i suoni e ad assumere un fare decisamente fisico, magari proprio in contrapposizione a chi lo tacciava di essere freddo e calcolatore, dunque traffica con forzuti funk mettendo le mani tra i circuiti delle macchine, contaminandoli con spezie industrial e facendo schiumare una particolare psichedelia da un impasto di fresature house e techno (un prodromo alle svolte degli Untold e Clark che verranno, se vogliamo).

Ora arriva questo The New Today che, fermo restando l’approccio con gli strumenti e i campioni, sposta ancora il punto dell’osservazione, questa volta su una filmica seppiata, ad angoli smussati, oleata per bene da rotondità synthdeliche e cosmica 70s. Probabilmente, leggendo i titoli dei brani (Arrival, Terraforming, Utopia), è un viaggio in un mondo lontano, quello immaginato dal producer, un concept che porta inevitabilmente ad associare all’ascolto un’immaginario sci-fi d’antan che però, sottolineamolo, non rinuncia alla bontà dei ritmi e alla coerenza, rispetto a certi mood del suo passato sotto Tectonic.

Ancora una volta l’abilità di 2562 consiste nel farsi riascoltare in repeat, regalando ad ogni passaggio nuovi spunti, nuove fragranze, anche interpretazioni, e spessori di suono. The New Today non può passare inosservato in quest’annata di grandi album elettronici. Vedi anche il Flatland di Objekt, lo Xen di Arca, Suzi Ecto di Call Super, That’s Harakiri di Sd Laika, Shelter di Moiré, Spectre di Eomac, tra gli esordienti, oltre a Black Light Spiral di Untold, KOCH di Lee GambleSyro di Aphex Twin, Clark di Clark tra i producer più scafati, giusto per citarne alcuni.

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