Recensioni

7.4

Non c’entra niente la band di Emidio Clementi. VOLUME MASSIMO, scritto tutto maiuscolo al massimo volume, è il settimo album di Alessandro Cortini, il primo per Mute. O perlomeno, il settimo album firmato esplicitamente a suo nome. Nato a Bologna e cresciuto a Forlì, a lungo attivo a Los Angeles e adesso trasferitosi a Berlino, l’esperto polistrumentista  è giunto alla ribalta soprattutto in quanto componente live dei Nine Inch Nails – dal 2004 al 2008, e dal 2013 a oggi –  ma si è sempre mosso con vari progetti personali, dal synthpop di Sonoio all’hardcore techno di Skarn And Slumberman, senza contare collaborazioni con Merzbow, Lawrence English, Daniel Avery e addirittura Don Buchla.

A suo nome, dunque, a partire dal 2013, esce il materiale più emotivo del lotto. Lo stava a dimostrare il precedente AVANTI, del 2017, che attingeva ai ricordi della propria famiglia, come se il passato potesse trasformarsi in un’importante spinta propulsiva. L’introspezione qui, in questi nuovi otto brani strumentali, è confermata: l’esperienza d’ascolto abbraccia. C’è però una malinconia che si affaccia sull’inquietudine, stavolta, nel crescendo di AMORE AMARO – che riprende il discorso dallo stesso AVANTI e senz’altro piacerà a chi di Trent Reznor segue anche l’operato nel campo delle soundtrack al fianco di Atticus Ross – e nelle stratificazioni notturne della speculare AMARO AMORE, nelle linee di una LA STORIA alla John Carpenter oppure nella granulosità vischiosa di SABBIA. Per non dire dell’epilogo virato al disturbante dolce nero di DORMI.

La musica di Cortini, sempre analogica, avvolge in un’unica visione minimalismo e sperimentazione, ambient e noisescape, melodia e drone. Oltre ai sintetizzatori modulari, ci sono le chitarre – questi, del resto, le principali armi del Nostro: si avvertono bene nei fraseggi semi-psichedelici che animano la cupezza marziale di una LET GO da colonna sonora western-horror, in mezzo alle passionali pulsazioni di BATTICUORE (accompagnato da un video che è rendering tridimensionale dell’artwork del disco, a cura di Emilie Elizabeth e Raki Fernandez), in coda dissonante all’epicità di MOMENTI. Spiriti affini? Probabilmente, Caterina Barbieri o Matteo Vallicelli. VOLUME MASSIMO sposa in sostanza riflessione e azione detonante, elettronica ed elettricità. Il tocco è, al solito, elegante ed evocativo. Ad alzarsi è il livello delle ambizioni, della pienezza stilistica, del colore e a volte persino del calore. Disco da mirare e rimirare, ammirare e amare.

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