Recensioni

Dal 2010 ad oggi, con una (auto)produzione non trascurabile passata da Soundcloud e formati vari, il ragazzo classe 1993 dalla Pennsilvanya è diventato la next big thing dell’indie americano. Prima oggetto sepolto nel web, che la Orchid Tapes ha avuto il pregio di scovare per fargli pubblicare DSU in vinile (poi via Lucky Numbers anche in Europa), ora nuova promessa per la scuderia Domino Records con cui esce quello che potremmo considerare il secondo album propriamente detto.
In un anno e pochi mesi – tanti ne passano tra DSU e Beach Music – sono successe molte cose. Alex G lascia il college (Temple University, Philadelphia) per dedicarsi totalmente alla musica. Ne esce un tour di cinque mesi che sostiene il successo underground di DSU. La crisalide, si può dire, ha provato a mettere le ali e a uscire dalla cameretta. Sotto il profilo professionale, sicuramente; sotto quello strettamente musicale e compositivo, poco o nulla è cambiato: anche queste 13 tracce sono il frutto di un’autoregistrazione solitaria. L’unica differenza è che le canzoni sono nate in tour, ispirate da quello che succedeva ad Alex, quello che vedeva, chi incontrava e, ovviamente, quello che ascoltava. Ufficialmente: il classico frullatore da lunghi viaggi sulle strade americane: «dalla noise music ai lamenti basati sul pianoforte, dal Southern rock al focus ritmico della techno».
Ecco allora le pennellate chitarristiche à la Pavement (spirito guida sottotraccia a tutta la produzione di Alex G), momenti in cui sembra di sentire la nuggets-delia à la Deerhunter, il noise spruzzato come coriandoli qua e là, parti vocali piene di fuzz che portano in territori dreamy (e in generale un grande uso del falsetto). Forse l’insieme manca di coesione, ma sopperisce l’atmosfera generale di rilassamento, come di un appassionato poco più che adolescente che passa talentuosamente da un genere all’altro della propria discoteca ideale. Fosse un disco uscito nei primi anni Novanta, sarebbe sembrato lo zapping di un adolescente di fronte a MTV o Videomusic. Oggi ha il respiro più ampio delle maggiori sfumature che la Rete mette a disposizione. Tutto molto bello, e il ragazzo ha davvero talento, ma trattandosi di pop, la critica che si può muovergli è l’assenza di melodie davvero memorabili. Ma c’è tempo.
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