Recensioni

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In occasione dell’uscita del film-documentario The Reflektor Tapes (nelle sale italiane il prossimo 14 e 15 ottobre), gli Arcade Fire hanno imbastito una vera e propria strategia comunicativa fatta di interviste che fanno discutere e nuovo materiale pubblicato. Non è la prima volta: la band canadese aveva già saputo creare un interesse notevole durante la promozione di Reflektor, facendo apparire nelle principali capitali del mondo il logo legato al fortunato disco del 2013 e attivando un vero e proprio martellamento mediatico. Dopo qualche assaggio del documentario, attraverso trailer e spezzoni in anteprima, è arrivata la pubblicazione del singolo Get Right, distribuito in sole 2.000 copie in vinile, un disco che anticipa la qui presente versione deluxe di Reflektor, arricchita da sei bonus-track disponibili anche in formato cassetta.

Per la recensione dell’album originale, vi rimandiamo all’articolo scritto da Fabrizio Zampighi: qui ci occuperemo solo del materiale aggiuntivo. Si tratta in realtà di tre inediti, se si prende in considerazione il fatto che due brani sono stati già pubblicati nel singolo Get Right (parliamo di Get Right e di Crucified Again) e un brano in realtà è un remix di Dennis Bovell di una Flashbulb Eyes che in questa veste è ancora più dub rispetto alla versione originale, una re-edit arricchita dalla presenza di Linton Qwesi Johnson. Il primo vero inedito è Apocrypha, una traccia che rientra perfettamente nel mood di Reflektor ed è molto vicina a Normal Person, con un rock ‘n’ roll sfrontato e un piglio quasi da live. Women Of A Certain Age è una ballata scanzonata che per certi versi ricorda Haiti, mentre Soft Power suona come un brano classico degli Arcade Fire con una forte impronta lennoniana.

Gli Arcade Fire, con questa nuova edizione, continuano ad attingere da un’opera d’arte di indiscutibile qualità e che mantiene intatta la sua importanza (anche in termini di marketing).

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