• Giu
    30
    2017

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Sub Pop

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A distanza di ben tredici anni dal fortuito incontro tra Victoria Legrand e Alex Scally nell’indie-zone di Baltimora, il duo decide di scoprire tutte le carte in tavola, assi nella manica compresi. Con poco meno di ventiquattro mesi alle spalle dall’ottimo Thank Your Lucky Star (recensito più che positivamente da Edoardo Bridda), i Beach House annunciano a sorpresa questo B-Sides and Rarities che incassa da subito la curiosità di seguaci della prima ora. Da uno di questi, via Twitter, arriva probabilmente la riflessione più interessante sul percorso intrapreso dall’evanescente coppia del psych-pop americano: «Mi riesce difficile pensare che i Beach House possano aver scritto delle B-Side dal momento che risulterebbero essere identiche alle A-Side».

In soldoni, il disco messo a punto Legrand e Scally è la summa di tutti quei brani (occhio a parlare di “scarti”) rimasti fuori dai sei album fino ad oggi pubblicati, ma in qualche modo finiti in altre sessioni o soggetti ad un certosino lavoro di taglia e cuci, oltre ai due inediti Chariot e Baseball Diamond. L’arco temporale da cui i Nostri (ri)pescano, parte dai primissimi esordi (Beach House), passando per Teen Dream fino al ritorno alle origini rappresentato da Depression Cherry. Un lasso di tempo ampio ma che scorre rapido tra le mani della coppia, immutabile in quella misteriosa ricerca di spazi profondi e sonorità in grado di scavarti dentro. Intimismo, fragilità emotiva, certezze che si sgretolano come cenere ma che vivono continuamente nelle inafferrabili geometrie disegnate dalla voce di Legrand e da quel mix di minimalismo ed essenzialità relativo alla strumentazione. Tutti elementi che, nella propria singolarità, hanno contribuito alla nascita e all’evoluzione di quella che oggi è considerata giustamente una piccola istituzione del dream-pop internazionale.

Ogni discorso sui brani in questione, dunque, resta fine a sé stesso poiché basta un rapido ascolto per ritrovarlo lì, ancora una volta inscalfibile, quello spirito incredibilmente lynchiano – onirico ed irresistibile – che ha accompagnato ogni singola produzione del duo. Resta un mistero come riescano a ricreare ogni volta quella stessa magia, rendendo palpabile la sensazione di far scaturire una scrosciante cascata da una singola ed appena avvertibile goccia. Vale ancora una volta la pena, in sintesi, di nutrirsi della loro alchimia poiché non resteranno delusi fan ed estimatori, che ci immaginiamo ancora lì pronti a sgranare gli occhi una volta di più.

30 Giugno 2017
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