Recensioni

6.9

Da qualche tempo hanno iniziato ad affacciarsi nuovamente sulla scena alcune scelte stilistiche figlie del sophisti-pop anni ’80. C’è chi le ha modellate per creare sensuali situazioni post-r&b (Rhye), chi le ha utilizzate come prolungamento di contesti indie/synth-pop (TOPS, Yumi Zouma) e chi, con un gusto vagamente e volutamente kitsch, le ha dosate con l’occhio puntato all’r&b e all’estetica anni ’90 (Kindness). C’è poi qualcuno che, unendo il tutto, lo ha proposto (con un’attitudine decisamente hypna-DIY) richiamando pacchiane atmosfere soft, con risultati talvolta sorprendenti (Sean Nicholas Savage).

All’interno di quest’ultima categoria rientra anche Adam Byczkowski aka Better Person, polacco berlinese d’adozione che ha militato per qualche tempo all’interno della scena di Montreal suonando insieme a Sean Nicholas Savage durante il tour di spalla dei TOPS, progetto che ha partorito un altro nome interessante che si muove sulle medesime coordinate: Vesuvio SoloBetter Person esordisce in questi giorni con l’EP – pubblicato via Mansions and Million – It’s Only You, un sei tracce complessivamente riuscito e degno d’attenzione. L’iniziale Somebody Cares si muove sinuosa tra afmosfere soft-porno e una slowness che potremo quasi definire post-vaporwave. Sentiment è il singolone: mood soffuso tra italo-disco e quel synthpop notturno che abbiamo apprezzato nell’ultimo Porches, senza necessariamente scomodare il maestro Arthur Russell. L’altro momento topico è Everything Cold, brano che può ricordare come andatura generale Propaganda di Sean Nicholas Savage, con un numero minore di sentori ad altezza Michael Jackson (comunque un chiaro punto di riferimento) ed un sound più ovattato. A modo loro contagiose anche le ritmiche downtempo nel synth-soul della già edita I Wake Up Tired, in cui il Nostro sfoggia un valido falsetto ed in generale doti vocali non indifferenti.

La strumentale title track sembra provenire da qualche vecchio film horror-romantico europeo, mentre è ancora da rifinire l’incrocio tra sophisti-funk e vocalizzi alla Morrissey di Your Smell. Siamo di fronte a canzoni d’amore che, contrariamente a quanto accadeva durante il più volte disprezzato periodo new romantic, non hanno assolutamente velleità da classifica: qui l’unico obiettivo sembra essere quello di appartenere a una cifra sonoro-estetica retromaniaca ben precisa (la stessa copertina va in quella direzione).

It’s Only You non è esente da quel retrogusto un po’ comico che caratterizza la rivalutazione di certe sonorità all’epoca solitamente snobbate, ma parallelamente lascia trasparire quella visione d’insieme di chi, pur non prendendosi troppo sul serio, può sfornare composizioni meritevoli con assoluta libertà.

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