Recensioni

Ritorna la label serba dedita alla scoperta di gemme dimenticate, introvabili o addirittura completamente inedite della scena elettronica jugoslava degli anni ottanta: a febbraio era stato il turno dell’ottimo Beograd, disco perduto dello scomparso Max Vincent, assoluto pioniere al confine tra synth-pop e dark-wave, mentre questa volta la piccola etichetta indipendente porta alla ribalta delle contemporanee cronache musicali i Consequential, duo composto da Zoran Jevtić e Nikolaj Bežek (fondatore e proprietario di uno primi studi discografici dell’intera Jugoslavia ad occuparsi esclusivamente di musica elettronica).
Come anticipato già nel titolo, la retrospettiva raccoglie una manciata di brani registrati nella prima metà del decennio di Reagan e dei new-romantic, ma suona sorprendentemente avanti, soprattutto se consideriamo che non ci troviamo di fronte ad artisti cresciuti a Londra e New York: così, se si soprassiede sulla tenera ingenuità di una Vasiona Desire che è purissima proto-techno europea, si scoprono una manciata di canzoni incredibilmente interessanti, capaci di anticipare moltissime tendenze future (Love to Me sembra scritta da Perturbator) e di confrontarsi con act a loro contemporanei più centrali e famosi (dall’erotismo sparso di una Danger Love tutta sussurri che spinge i Soft Cell sul dancefloor, alla doppietta iniziale, composta da I Love Her e Magic Key, che unisce le intuizioni del Bowie berlinese con il mood romantico e desolato dei primissimi Depeche Mode).
MicroComposed 1980-1986 pecca forse in compattezza, preferendo un eclettismo a volte eccessivo, ma è il classico lavoro che lascia a bocca aperta, soprattutto perché queste composizioni (che arriviamo a scoprire soltanto oggi), la loro incredibile vitalità e l’avveniristica visione avrebbero meritato ben altra fortuna.
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