Recensioni

6

Che i Duemila stiano tornando come ennesimo comeback l’avevamo capito: la reunion degli LCD Soundsystem, il ritorno degli Holy Fuck, le bordate p-funk-techno di Rebolledo e altri indizi ci avevano fatto presumere che prima o poi sarebbero ritornati i filtri in apertura sulla cassa in quattro, le melodie poppy, le voci bianchissime, le chitarre indie in loop, la cassa krauta di DJ Hell, e quel senso di allegria e di svacco totale che i MGMT avevano profetizzato con l’esordio Oracular Spectacular.

I Digitalism avevano sbancato nel 2007 con Pogo, un inno più che una canzone (tratto dall’esordio Idealism) e insieme a Justice, Simian Mobile Disco e altri avevano definito il suono della decadenza di inizio millennio. Oggi risultano fuori tempo massimo quando utilizzano gli stessi stilemi di dieci anni fa, proposti più nella prima metà del lavoro, ma si risollevano quando alla techno aggiungono qualche ingrediente inaspettato: l’hip-hop di The Ism, le progressioni elettroniche kraute e anni Settanta della title track, qualche malinconia à la Tellier (Indigo Skies), il pop solare di Shangri-La e i riff di basso funky house stile Roulé (la label di Bangalter) di No Cash.

Se i singoli ballabili ci sono (Utopia in sbandata Simian Mobile Disco, Go Time, già remixato da John Tejada e Mumbai Science, Battlecry da Com Truise), alla lunga risulta più interessante e longeva la deviazione dal sentiero già battuto.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette