Recensioni

5.7

Chiamiamolo supergruppo o più umilmente side project, ma abbiamo capito di cosa si tratta. Insieme a Troy Sanders dei Mastodon, tra l’altro non nuovo a queste imprese (vedi i Killer Be Killed con Max Cavalera), ci sono Troy Van Leeuwen dei Queens of the Stone Age, il batterista degli At The Drive-In Tony Hajjar e il polistrumentista (e producer) Mike Zarin. Il debutto sulla media distanza (otto tracce in mezz’ora, classificato come EP) è il preludio a un album completo che dovrebbe arrivare tra qualche mese.

Musicalmente i Gone Is Gone potrebbero stare ai Mastodon come gli A Perfect Circle ai Tool: un veicolo per musica più agile rispetto ai canoni del gruppo madre. Anche se per Mastodon intendiamo quelli da Crack the Skye in poi, assestati su un hard prog manierista senza più i riff speed/thrash e il metalcore degli esordi e neppure le ultrasincopi e i ritmi tentacolari di metà anni Zero, il baricentro del supergruppo laterale è spostato comunque in direzione alternative metal (tracce di stoner o At The Drive-In direi pochissime), verso un heavy rock più razionale e lineare con qualche velleità di sperimentazione sonora. Gli opener che dovrebbero catturare l’ascoltatore ci riescono, ma con qualche riserva: Violescent è un tipico brano post-metal a base di chitarre atonali e bassi fragorosi, al netto di una certa pomposità della linea vocale che nonostante tutto stride un po’; Starlight gioca la carta del post-emo metallizzato alla Deftones (l’intenzione c’è tutta, ma manca la duttilità melodica di Chino Moreno e compagni – particolare da non sottovalutare). Gli altri sei brani, in cui sono compresi un paio di recitativi su sfondo ambient-noise, offrono qualche sprazzo interessante (lo sdoppiamento tra tribalismo growleggiante e song psichedelica di Praying From the Danger) in previsione di un gran finale, il dark rock di This Chapter, che però inclina pericolosamente verso melensaggini Linkin Park.

Il gruppo ha una sua idea musicale che probabilmente deve mettere ancora a fuoco, anche se ancora più del sound è la scrittura a dover svoltare per centrare davvero il bersaglio. Verosimilmente l’album avrà qualcosa di più sostanzioso – e speriamo anche di più sostanziale – da offrire. Vedremo. Per ora abbiamo solo una prova interlocutoria che in sé non è nulla di trascendentale.

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