Recensioni

6.7

Dopo una carriera più che ventennale (il primo album omonimo è del 1996), i Lamb sono ormai un classico della musica inglese. Possiamo affermare senz’ombra di dubbio che il duo formato da Andy Barlow (musica) e Louise Rhodes (voce) sia stato un precursore di molte estetiche post-00 (in particolare, come avevamo sottolineato nella recensione del precedente Backspace Unwindla nu gaze, gli XX e il ritorno di Aphex Twin), come pure un catalizzatore di sensibilità pre-millennio (drum’n’bass ed elettronica contaminata con il soul in primis. Ricordate le versioni di Kruder & Dorfmeister di Trans Fatty Acid e il mix degli Autechre di Gold? O le sperimentazioni di Wagon Christ su God Bless?). Il percorso della band di Manchester è stato quindi fondamentale per più di una generazione, che nella felice congiunzione di macchine e voci ha trovato un segnaposto inscalfibile e un riferimento che col passare del tempo non è mai sbiadito.

In questo settimo disco si cerca – se possibile – di andare oltre il già detto, proponendo un art pop che ammicca a Kate Bush (la title track, Phosphorous e Moonshine, con il featuring del cantante dub reggae Ciann Finn), ambient a cappella à la Enya (The Other Store, One Hand Clapping) e sonorità vicine al summenzionato nu-soul di XX e affini (Imperial Measures come vocalità è vicina addirittura all’ultima Cindy Lauper), passando per gli archi dalle parti di Laurie Anderson (The Other Store), rimandi a Kid A dei Radiohead (Deep Delirium, che ricorda molto The National Anthem), drum’n’bass in slow motion (Illumina) e una piano meditation sempre con archi (The Silence In Between).

Un disco che finisce per mostrarsi impacciato proprio sulla distanza che separa quanto ipotizzato (un’opinabile evoluzione rispetto al passato) dal risultato raggiunto: gli alti (Bulletproof) e bassi (gli ultimi due brani in scaletta) di una delle avventure soniche più fascinose e importanti dell’elettronica britannica. La produzione è come al solito sopraffina, la voce della Rhodes non perde colpi, ma a mancare è proprio quella tensione che i brani del passato erano in grado di cavalcare.

Amazon
SentireAscoltare

Le più lette