Recensioni

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Il pop raffinato sorretto dall’elettronica e intriso di atmosfere eteree è diventato il marchio di fabbrica delle Lilies On Mars, duo sardo con base operativa a Londra. Ago è il quarto album del progetto di Lisa Masia e Marina Cristofalo e riprende il discorso iniziato dal precedente Dot To Dot, in cui faceva la sua comparsa anche Franco Battiato. Stealing è un ottimo brano introduttivo che tra synth, drum machine e voci leggere proietta l’ascoltatore verso atmosfere care a Lali Puna e Beach House. Il mood Ottanta fa la sua comparsa nella dance sperimentale di It Might Be o nella ritmata From The Heart To Above.

Ago ha preso forma dopo il lungo tour che le Lilies On Mars hanno compiuto in Europa e Stati Uniti, ed è stato scritto in Sardegna, un rifugio che probabilmente ha fatto scaturire le riflessioni sul legame tra l’essere umano, la terra e l’universo, come in Dancing Star, dove pare di sentire l’eco di Brian Eno. Il disco avanza compatto sulle due voci all’unisono delle ragazze, voci modulate, saturate ed effettate che fanno capire il lavoro meticoloso di post-produzione che è seguito alla stesura dei brani. Una scrittura di getto razionalizzata poi attraverso un gusto che in alcuni tratti riporta alla mente Delia Derbyshire o Daphne Oram della BBC Radiophonic Workshop.

Il progetto Lilies On Mars prosegue nella sua ricerca sonora non disprezzando il pop e partorendo uno stile che pare un vero e proprio marchio di fabbrica. Ago è l’ennesima riprova che il duo italiano maneggia con semplicità un sound internazionale che viaggia nel tempo e nello spazio, in un affascinante moto permanente.

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