• Nov
    11
    2016

Album

Warp Records

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Lorenzo Senni che firma per Warp Records non è stato che il più naturale degli approdi per il producer italiano più amato d’Inghilterra. Senni è l’unico musicista elettronico nostrano ad aver ricevuto, in tempi recenti, i plausi sperticati da parte tanto di Fact Magazine (che ne ha seguito le gesta passo passo a partire da Quantum Jelly), quanto dei tipi dell’altrettanto iconica Rinse.FM che, assieme ad NTS, rappresenta il quotidiano appuntamento per gli appassionati di settore (vedi il suo mix dello scorso dicembre 2015). Tanta attenzione per il suo lavoro, del resto, è pienamente giustificata dal semplice fatto che il producer di stanza a Milano è riuscito a imporre una sua personale legacy, esattamente come i colleghi britannici hanno imposto la loro nei rispettivi ambiti. Se il massimalismo digital grime è sinonimo di Hudson Mohawke, la sua versione complementare hardware e ridotta all’osso porta il nome di Mumdance e le serpentine iperveloci post-trap quello di Rustie, giusto per fare i primi nomi che ci vengono in mente, Senni è il maestro – definizione sua – della trance puntillistica e del voyerismo rave. Lui è quello che è riuscito a stravolgere e reinventare i buildup e i breakdown della trance catapultando l’ascoltatore in una dimensione traslucida e 2D, in continua sospensione e attesa, fatta di suoni secchi e arpeggiati, e che può assumere le forme di una sinfonia o del pop.

In Persona, un lavoro che a livello di durata è in pratica un mini album, il suo viaggio esplorativo continua con grande coerenza, e perciò senza alcuna rivoluzione, all’insegna di una maturazione ed evoluzione continua del metodo inizialmente adottato. Nel brano traino Rave Voyeur il pop e gli arpeggiatori strobo di Superimpositions si espandono il giusto per comprendere smalti IDM, “archi” trattati, corde elettriche “pizzicate”, retrogusti andini e così via; in pratica, è come se Derrick May si fosse convertito al puntillismo della casa. Il resto della scaletta è su questi livelli e uniformemente buono: emotiva1234, ad esempio, è un altro gancio verso quell’elettronica Human After All nell’era di Max/MSP e SuperCollider, delle teorie accelerazioniste applicate alla musica elettronica, della synth-organica hi-tech di Arca e Holly Herndon, mentre altrove, nell’opener Win In The Flat World e One Live, One Chance, le sigle crack dei videogiochi piratati forniscono lo spunto per giocare di glitchate digitali aggiornando così l’estetica del genere di cui Oval è stato pioniere, Oval che figura tra le principali influenze (assieme a Fennesz) della primissima produzione di Senni (Early Works). Tutto torna, dunque, e con Persona il producer dimostra, innanzitutto, la propria solidità come artista, con l’orchestra appena accennata di Angel lì a sottolineare come il meglio debba ancora venire.

14 Novembre 2016
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