Recensioni

7

Nella sua introduzione a Retromania, Simon Reynolds afferma che viviamo in un’era pop che va matta per il retrò. E’ proprio questo il gusto che caratterizza la musica di un Mac Demarco che, non a caso, cita come uno dei suoi riferimenti principali Jonathan Richman. Another One, mini LP che segue la pubblicazione di tre dischi e una manciata di EP, compilation e live album, non fa altro che ribadire l’importanza che ha il quotidiano per l’artista canadese.

Le scene che descrive Mac Demarco sono istantanee di vita “normale” e delle conseguenti sensazioni tragicomiche, filtrate da una musica semplice, immediata, dal tocco leggero e dai suoni ben calibrati. The Way You’d Love Her, primo singolo estratto da Another One, rappresenta al meglio il senso di a-temporalità della musica di DeMarco. Su una struttura lineare e un giro di accordi tra i più abusati nella storia della musica, si appoggia una melodia vocale semplice che canta dell’amore e di come a volte sia strano dimostrarlo. La performance del brano nelle Black Cab Sessions può far capire come il pezzo funzioni anche solo voce e chitarra, e forse il vero talento di Mac Demarco è proprio questo: niente di sconvolgente, di futuristico o tremendamente di moda, ma un’inquadratura artistica tanto orientata al vintage da sembrare attuale e mai pretenziosa. A Heart Like Hers, col suo sapore Pink Floyd ma anche Tame Impala, rende al meglio la dislocazione temporale che Reynolds analizza nel suo libro.

Another One è un disco pieno di accordi, dove chitarre rigorosamente pulite e riverberate si alternano a meraviglia, tra ritmiche e riff principali che sono quasi una parte del cantato. La voce di Demarco è ormai quella che abbiamo imparato a riconoscere, stralunata e quasi mai realmente coinvolta nell’interpretazione, come quella di un osservatore che non prende mai parte a quello che accade (Without Me). Quest’osservazione è però ricca di humor, lo stesso che Demarco mette in mostra nelle interviste o durante live che riproducono quella atmosfera da “improvvisazione” che si ritrova poi nei suoi dischi. Testimonianza ne è la cover di Yellow al Primavera Sound di quest’anno, ma anche il finale di Just To Put Me Down e le sue variazioni allucinate sul ritornello. Così, gli otto brani di Another One si susseguono tra refrain ispirati che conducono fino a My House By The Water, uno strumentale dove la voce principale è il rumore dell’acqua e l’accompagnamento una tastiera effettata che ripete un riff sbilenco per quattro volte per poi svanire in fade out.

A corollario dell’album, DeMarco ha pubblicato Some Other Ones, una raccolta di nove brani strumentali registrati tra il 4 e l’8 luglio 2015 a New York. La release riprende il mood del disco, mescolando il sapore agrodolce della sognante Onion Man all’intimismo melodico di Don Juan. In primo piano – mai come in questo caso, data l’assenza del cantato – le chitarre riverberate, che con l’aiuto delle tastiere trasmettono un’ulteriore sensazione di sospensione, come nel caso di Hoso Boyo. Nato con l’intento di fare da sottofondo ad un barbecue di beneficenza, Some Other Ones è qualcosa di più, e i suoi brani esprimono al meglio la cifra stilistica dell’artista canadese. Demarco non perde la brillante vena creativa e si dimostra ancora una volta coerente con la sua produzione artistica.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette