• Giu
    02
    2015

Album

Bella Union

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Gli artigiani di quella bottega dream-pop che è Bella Union riservano sempre un trattamento d’eccezione per i cultori di un certo indie fatto di atmosfere sognanti impregnate di new-wave e bordate post-punk. Infatti, anche con l’esordio in inglese del trio femminile islandese Mammút, si va sul sicuro. L’EP River’s End testimonia l’incontro dei paesaggi nordici tanto cari a Björk e a Of Monsters And Men con quella new-wave elettronica di matrice britannica presa in prestito dal dream-pop e dall’indie-folk.

Shore mette subito in chiaro l’essenza dei Mammút: una voce che ricorda molto da vicino l’autrice di Vulnicura, l’elettronica a fare da sfondo e le esplosioni di dinamica dal sapore jazz. Blood Burst è più quadrata, con una intro indie, una strofa geometrica math e un ritornello tra i più belli del disco. I restanti tre brani mettono in mostra le doti del trio: arrangiamenti fatti con buon gusto, chitarre essenziali e una sezione ritmica puntuale rendono la lisergica River’s End, il post-punk di Bakkus e la vena dark di Salt canzoni compatte e incisive.

Le islandesi Mammút sono ampiamente promosse per il loro esordio discografico in inglese. River’s End è un EP geometrico ed essenziale in cui la passione e l’oscurità rimangono in perfetto equilibrio.

18 Luglio 2016
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