Recensioni

Martyn, ovvero l’olandese Martijn Deykers di stanza a Washington, è sempre stato uno attento ai venti più freschi del sottobosco elettronico. Non fa eccezione questo The Air Between Words, album pubblicato sul Ninja Tune a tre anni dal precedente lavoro lungo Ghost People edito dalla Brainfeeder di Flying Lotus. Nell’ultimo disco il producer abbandonava le ritmiche dubstep abbracciando UK Funky e false memories sottoforma di prima house e techno (versante Carl Craig ma non solo), mentre qui, in quest’album con un titolo che fa molto Brian Eno, si viaggia con la solita calda ed impeccabile produzione, continuando il lavoro sui menzionati bastioni e aggiungendo alcune freschezze che a prezzemolo anche altri “sgamati” produttori hanno aggiunto ai loro intingoli (Hercules Love Affaire, per far un nome). Parliamo di una rinnovata voglia acid che riprende tanto Luke Vibert quanto Last Step (e indietro Sweet Exorcist e LFO), magari intersecata con booty dance e drum machine molto ghetto dalla serie Dance Mania e Trax (Two Leads and a Computer), tanto amore per la deep, breakbeat (Forgiveness Step 2), il tutto infiorettato da vaporose visioni synth e richiami warpisti stagliati con la solita mano ferma, tutti elementi con i quali l’olandese lavora almeno dal 2007.
Il disco non stacca così nettamente come l’esordio Great Lenghts si discostò dal successivo Ghost People, anzi, è un lavoro in continuità con quest’ultimo dove non mancano le bombe (fate ascoltare Like That a Scuba o Empty Mind ai Disclosure) e non si perde di vista la coerenza richiesta dal formato album. Le ospitate – Four Tet in Glassbeadgames che mette la firma melodica, la funzionale Inga Copeland (non pensate a Because I’m Worth It) in Love of Pleasure, vanno intese come joint venture strategiche, ovvero, non spostano il baricentro da una tracklist robusta e generosa, dai tocchi anche jazzy e con una chiusura melanconica – ma uplifting – in perfetto stile Martyn (Fashion Skater).
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