Recensioni

6.7

Quentin Dupieux si trasferisce da Parigi a Los Angeles e per i suoi progetti musicali firmati Mr. Oizo trova nuova casa nella Brainfeeder di Flying Lotus, che già nel 2011 aveva manifestato interesse verso l’artista ripubblicando (per la prima volta in vinile) il folle Moustache (Half a Scissor) uscito sei anni prima per FCom (malgrado il patron Garnier l’avesse definito “inascoltabile”). In meno di 30 minuti The Church riassume l’imprinting del francese smussandone gli spigoli, per un prodotto più che piacevole all’ascolto, fluente e consequenziale, ma con tutte le abrasioni piallate e quindi forse più piatto al tocco rispetto alle aspettative: rimane l’approccio surreale alla techno house che contraddistingue da sempre la cifra stilistica del transalpino, ma si perde per strada un po’ di follia e di sperimentazione.

A quarant’anni, Mr. Oizo gioca d’astuzia: il padre più banger di tutti i banger (Bear Biscuit, Ham, Torero) ripete ancora una volta la formula vincente, convincente e divertente (la giocosa Mass Doom) e ci riporta beatamente indietro ai tempi in cui EDM non era ancora un insulto. In Dry Run Quentin invita l’olandese ottovolante Bart B More per una session di cazzeggio (“scream for daddy!”). Machyne è tra le off-house track dell’anno; iSoap funkeggia scimmiottando gli ultimi Daft Punk. Nella title track che chiude lo short playing la voce sintetica sembra raccontare il soggetto di uno degli stralunati lungometraggi indipendenti a basso costo specialità di Dupieux. Bentornati a Misteroizolandia: lasciateci divertire.

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