Recensioni
Mumdance & Logos
Mumdance
Mumdance
Proto
1 Sec EP
Fabriclive 80
-
Edoardo Bridda
- 24 Febbraio 2015



Mumdance e Logos hanno concluso il 2014 nel migliore dei modi, conquistandosi entrambi il titolo di fuoriclasse ed outsider della nuova ondata grime. Il primo ha giocato su più tavoli (anche internazionali) diversificando l’output tra ore di ottima musica su Rinse.Fm, dj set in giro per il globo, un acclamato B2b su album assieme a Pinch e un altrettanto buon 12” sempre con il boss di Tectonic Turbo Mitzi / Whiplash; il secondo, proprio come la sua musica, ha operato per sottrazione, organizzando le serate del Boxed assieme a Mr Mitch e agli altri della cricca e centellinato le uscite (vedi l’inedito pubblicato per il sodale Martin Clark sulla sua Keysound), capitalizzando così il successo di critica ottenuto dall’ottimo, monolitico, Cold Mission.
I due hanno poi aperto una label – Different Circles – e contemporaneamente coniato anche un nuovo termine per definire la loro vena grime più astratta, Weightless. E ancora, Mumdance in solo si è giocato una carta grime più “in chiaro” riprendendo la collaborazione con Novelist (ricordiamo Take Time) e pubblicando quel 1 Sec EP (vedi video) che ha sparato il giovane vocalist in vetta con i migliori grimer della sua generazione.
Così arriviamo a un 2015 che vede da una parte l’album sulla lunga distanza della coppia sulla Tectonic di Pinch, Proto – nome che proviene dal primo singolo pubblicato sulla sua label – e dall’altra il volume 80 del fabriclive, dove Mumdance fa un altro statement di peso sulle musiche che costituiscono il suo campo d’azione (in mezzo, se vogliamo c’è anche il progetto The Sprawl commissionato dal CTM di Berlino che vede la collaborazione anche di Shapednoise). Chi ha conosciuto Mumdance e Logos finora non rimarrà deluso: entrambi i ragazzi sono cresciuti secondo le coordinate soniche di Rob Ellis da una parte e Martin Clark dall’altra, oltre ad aver appreso alla lettera lo spirito del Fwd>>, serata dal nome che più che un programma, ricordiamolo, è un modo di pensare l’elettronica, consapevoli che non c’è avanti senza indietro, e non c’è futuro senza una profonda conoscenza del passato. La cosa più difficile è quella in cui sono riusciti entrambi: trovare un proprio modo di inserirsi nel flusso e dire la propria.
Con Proto, Mumdance e Logos tornano ad indagare le zone di confine dei continuum britannici, e quel che risulta da subito evidente è una certa euforia per il periodo in cui i producer UK avevano escogitato le prime soluzioni per emancipare la scena techno autoctona rispetto a quella americana. Il nuovo banger, non a caso, si chiama Dance Energy (89 Mix) ed è stato proposto da Mumdance la prima volta a Rinse lo scorso dicembre. Dance Energy è un eccitante trip che riporta dritti alla scena bleep degli LFO, alle primissime uscite Warp, ai breakbeat pesanti, alla 909, e alle acquisizioni della Energy Flash di Joey Beltram.
Proto del resto è anche la summa di mesi di scambi tra il glaciale isolazionismo di Logos (il suo mondo sonico, oltre che dal grime, prende tanto da Mille Plateux quanto da Ambient 4: Isolationism) e l’inesorabile ricerca ritmica di Mumdance. Qui ritroviamo per intero il 12” Legion / Proto primo EP pubblicato dalla coppia nel 2013 (ma non il Genesis EP con i suoi rullanti) e due tracce – Bagleys, Move Your Body – già suonate nel mix b2b con Pinch. L’insieme, dominato dall’hardware e da un approccio né disataccato né umano, suona avvincente ma allo stesso tempo disorienta, ed è impossibile ascoltarlo distrattamente. I due respingono ogni scontatezza nell’ascolto senza il rischio di risultare inintelligibili alla maniera di certi Autechre ma, anzi, penetrando a fondo negli anfratti delle fasi cruciali del continuum hardcore, iniettando dosi di darkcore e sconfinamenti doom ambient. Il messaggio è viscerale, scarnificato, sottovuoto eppure bello, fragrante. Questa non è musica intellettuale o facilmente citazionista, ma un botta e risposta iperreale, meccanico, un flipper, platform urbano, curato nei minimi dettagli a livello timbrico, e non di meno perfettamente dosato nelle dinamiche.
Specchio, deforme e amplificato, oppure, universo parallelo a Proto tout court, è il Fabriclive 80 del solo Mumdance, dove ritroviamo tanto il gusto per la bleep’n’bass (Sweet Exorcist di Richard Barratt e Richard H. Kirk con Testsix) quanto momenti ambient (qui più o meno power) intinti in cartilaginose cascate di bit (Shapednoise, @c, Jefre Cantu-Ledesma, Fis, Sculpture) o messi sotto vuoto nel classico caleidoscopio horror grime (Mite, l’inedito di Logos, Glass, che arriverà presto su Different Circles). L’aspetto che più farà felici i cultori della materia è che Jack Adams ha un sacco di dubplate da farci ascoltare (2 su tutti, la Water Bomb di Pinch e Doff (VIP) di Untold) e non manca neppure la parte più propriamente grime, sia in versione astratta con Strict Face, Inkke e nella collaborazione con Rabit (Inside The Catacomb), sia in spitting bars con il citato Novelist nella splendida 1 Sec (in versione VIP) o nella versione di Riko della Take Time di – ancora – Novelist e Mumdance, o relativi richiami ai primordi grime e paraggi (Eastwood & Oddz con Coalition, Jon E Cash e la sua Kamikaze ovviamente in Sublow).
La parte finale della scaletta è dedicata a un altro degli amori di Adams: l’hardcore del ’92 e i suoi innesti nella proto-jungle del ’93 (la spaghettata house di Bass Selective con Blow Out Part II – ’92 – i rullanti di Fat Controller con In Complete Darkness – ’93), fino ad arrivare all’alba della drum’n’bass con The Journey Part 1 di Ramos e Supreme (sempre del ’93 e sempre con il piano sound “spaghettoso”).
L’album Proto, l’EP 1 Sec e il Fabriclive di Mumdance sono tre scatti in movimento sulla musica elettronica più avvincente in circolazione.
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