Recensioni

Arrivano da Detroit, i Ritual Howls, terzetto alle prese con un industrial post punk relegato ai circuiti underground di una Urinal Cake che ha dato alle stampe l’omonimo debutto, ma soprattutto della Nostilevo, etichetta di culto in campo cold/minimal electronics/industrial con cui sono andate in stampa tre cassette, prima di Turkish Leather.
Questo nuovo full-length cambia un po’ le carte in tavola, smussando gli spigoli noise e d.i.y. con l’idea di uscir fuori dalla nicchia e presentarsi ad un pubblico più vasto, scelta sancita dall’omonimo singolo, già presente nella seconda uscita Nostilevo in una versione psych/noise tutta melma e riverberi e ora rielaborata in HD sulla scia dell’industrial wave stile Skinny Puppy. E in questo passaggio dal piccolo al grande, il merito dei Ritual Howls è quello di capire e centrare l’andazzo revival post Sacred Bones – di cui la stessa Felte pare essere fautrice – in cui prevalgono le atmosfere cinematografiche Lynch/morriconiane, le voci baritonali, gli afflati pop, la wave mischiata al death rock. Ecco allora il fluire di chitarre e synth, le suggestioni del Nick Cave filtrato Slug Guts in Taste of You, il western Cult of Youth in Final Service, senza tralasciare le classiche infatuazioni Joy Division di My Friend e il già citato scheletro Skinny Puppy.
A conti fatti siamo davanti a un piccolo classico dell’odierno post punk americano, capace di coniugare moda ed integrità cold/dark, tinte mainstream e riflessi underground. E’ oltretutto un bel sentire, indipendentemente dalla fortuna che seguirà.
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