• mar
    03
    2014

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C’è vita oltre le giostre dell’hype, le avanguardie più o meno drammatiche, le next big thing tanto più sensazionali quanto più a perdere. I cinque Sky Of Birds sembrano avere il tempo dalla loro parte, come se la sapessero più lunga dell’attimo fuggente. Se la prendono comoda in compagnia di convinzioni così assodate da potersi permettere di sgualcirle, strapazzarle, mascherarle. Affondarle in un lago di trepidazioni mature ma per nulla rassegnate.

Dicono di essersi incontrati in non più verde età (leggi: oltre i trent’anni), quando hanno deciso di scozzare i rispettivi background a base di Pavement, Neil Young e Velvet Underground. L’ascolto di queste quattro tracce d’esordio conferma tutto, più qualche altro retaggio sparso e non sempre scontato, tipo il Morrissey nel post-western uggioso di Big Former Times, il romanticismo noir tra Jeffrey Lee Pierce e Chris Isaak di Are You Ready ed il Lanegan civettuolo di Snipers, mentre Collide incalza tra elettricità indie e declinazioni neo-psych sul filo di un disincanto ammaliante.

Colpiscono la padronanza con cui confezionano l’impasto, l’assenza di pose stilistiche (anche e soprattutto nel canto, per nulla banale), la mancanza di timori revrenziali se c’è da sparigliare le coordinate, la personalità insomma che consente loro di sigillare il programma con una bonus track che rilegge A Chicken With Its Head Cut Off dei Magnetic Fields sciorinando indolenzimento Wilco ed estro accorato Malkmus con la naturalezza di un giro di birra agrodolce tra amici.

12 Marzo 2014
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