Live Report
Dal 23 maggio al 24 maggio 2014

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Due notti. Un pomeriggio. Due sale. Oltre venti ospiti tra dj e producer. Questa la formula di uno Spring Attitude Festival giunto alla seconda edizione, che quest’anno ha deciso di puntare ancora più in alto, partendo da una corposa e invitante line up: Four Tet, Jon Hopkins, Gold Panda, Totally Enormous Extinct Dinosaurs e Com Truise su tutti. Il tutto, come sempre, all’interno della suggestiva location di Spazio Novecento nel moderno quartiere Eur.

I nomi presenti in scaletta hanno saputo tener testa ad un pubblico più che affamato di musica: ad aprire le danze, nella serata di venerdì, il live dell’italiano Cosmo, membro dei Drink To Me, che per questa occasione ha saputo mettere in evidenza il lato elettronico più dichiarato del suo disco, Disordine; un vigore sonoro non del tutto percepibile in cuffia ma che è riuscito a scaturire totalmente grazie a questo live esclusivo, condito da grandi immagini e dai balli sfrenati eseguiti dalla coppia di ballerine che lo hanno accompagnato, anche durante il divertente mix di Ritornerai, brano di Bruno Lauzi. Gli ascoltatori, che durante l’esibizione sono aumentati pian piano, hanno poi visto salire sul palco il primo big del festival: Com Truise. Anche in questo caso le animazioni hanno fatto la differenza, oltre naturalmente alle sonorità electro synth pop uscite dalla consolle del musicista americano. Purtroppo alcuni preoccupanti stop tecnici hanno messo in dubbio la riuscita di un live set che aveva tutte le carte in regola per fare grandi cose; e infatti, nonostante gli iniziali balbettii, la performance ha raggiunto ottime vette, mandando in estasi la pista. La stessa pista ha accolto poco dopo uno dei più talentuosi producer della scena, Gold Panda. La sua esibizione è stata trascinante, concedendo poche canzoni storiche e preferendo sperimentare i tipici suoni melodici con cui firma i suoi lavori: in ogni caso, la prediletta You non poteva mancare, eseguita in maniera sublime grazie ad una lunga introduzione che ha scosso la platea.

Eppure lo spettacolo non è stato solo nella sala principale: durante il set di Gold Panda, nella back room (una stanza piccolissima la cui capienza non arriva neanche a cento presenze), è salito sul palco un Catching Flies che ha regalato ai presenti un’ora di techno e pulsazioni oscure, lasciando successivamente il posto a The Range, probabilmente il set più interessante della serata, con una miriade di genere condensati: techno, jungle, dubstep, footwork e drum’n’bass, tutto in sessanta divertentissimi minuti. Tornando nella sala principale, dopo che le luci per Gold Panda si sono spente, è stato il turno del giovane producer inglese noto come Totally Enormous Extinct Dinosaurs, che ha offerto un ottimo dj set, lasciando il segno con una raffinata deep house accompagnata dai visual a carico della compagnia italiana Studio Aira. Parallelamente, nel back room stage, è andato in scena Sun Glitters, con un perfetto stile chill out diviso tra relax e coinvolgimento. La serata è proseguita, fino a giungere al set targato Egyptrixx, artista di origini canadesi fautore di una techno adrenalinica che ha segnato la conclusione dello show.

La serata del 24 maggio ha proposto un cartellone da far invidia a molti festival. Più presenze rispetto al giorno precedente, e già durante il primo set di Trust, tutto synthpop con tinte dark, il pubblico è sembrato assai carico. Conclusa l’esibizione della band canadese il testimone è passato a Om Unit, che ha regalato il live migliore dell’intero festival: un’ora e mezza di jungle devastante come un pugno sullo stomaco, ritmiche impazzite e sudore che gronda dai volti dei presenti, soprattutto durante l’inaspettato remix dell’onnipresente Royals. A luci spente e con un pubblico deciso a conquistarsi le prime file, è arrivato poi Jon Hopkins. La sua esibizione è stata un tributo all’acclamato Immunity: l’apertura devastante di Breath This Air, Open Eye Signal e la cavalcata killer di Collider, hanno dato vita a uno dei set più a fuoco che la scena elettronica contemporanea possa offrire, uno spettacolare giro sulle montagne russe. Il successivo Four Tet si è portato dietro un bagaglio di attese non da poco. Kieran Hebden è un fantastico animale da studio, luogo in cui ha totale libertà di movimento. Eppure il lato live allo Sping Attitude Festival è stato diverso, con il musicista che si è adeguato forse eccessivamente ai voleri del pubblico. Tutto è stato proiettato in dimensione dancefloor: pensiamo a Kool FM (pezzo ballabile come pochi, nella discografia del Nostro), la chiusura di Parallel Jalebi o Buchla. Set divertente, senza cali di tensione, ma da Mr. Hebden sarebbe lecito aspettarsi qualcosa in più, la zampata del fuoriclasse che non è arrivata. La chiusura è stata affidata al dj set di George Fitzgerald, un’esibizione superlativa tutta garage e techno vibrante. Con le prime luci dell’alba, che hanno creato uno spettacolare gioco di luci con l’elegante bianco della sala, si è chiusa la seconda edizione di un festival destinato inesorabilmente a crescere. E si sa, più aumenta il seguito, più aumentano le responsabilità. Arrivederci al prossimo anno, e buona primavera a tutti.

4 Giugno 2014
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