Recensioni

5.8

Malgrado le celebrazioni per i 10 anni di vita del Berghain, il 2014 non è stata un’ottima annata per la cantina Ostgut Ton, quanto meno considerando i long playing: dei tre album pubblicati, solo l’esperto ingegner Tobias e il suo pregevole esercizio di stile (A Series Of Shocks) va tranquillamente oltre la sufficienza, mentre la techno trance del più giovane Answer Code Requestnon risponde in pieno alle richieste di nuovi stimoli” (Code). Anche nel caso di Power Of Anonimity, il secondo album firmato da Steffi, non siamo di fronte ad un capolavoro. Rispetto alla sua prima prova sulla lunga distanza, Yours And Mine (2011, sempre Ostgut Ton), filologicamente impeccabile nel riprendere stili e stilemi da Chicago e Detroit, qui la resident DJ del Panorama Bar perde lo slancio e si rifugia dietro tools eleganti e funzionali ma poco pungenti. Manca la scintilla che faccia accendere le “rolanderie” varie impiegate per inoffensive tracce ambient techno con tendenze buddhabariane (Pip, la title track, Fine Firends) o per viaggi notturni a 130-134 bpm nelle autostrade che collegano l’Illinois con il Michigan (Everyday Objects, Bag Of Crystals, Hard Hitting Horizon, JBW25). Anche Tresure Seeking, l’unico pezzo non strumentale del lotto, non prende il volo, malgrado l’apporto della produzione di Dexter e della voce di Virginia (determinante per i migliori risultati finora raggiunti da SteffiReasons del 2010, Yours e You Own Your Mind inseriti nel primo album del 2011).

Nella partita impossibile giocata quest’anno tra la Steffi deejay e la Steffi producer, se la prima si è confermata affidabile e potente (lo dimostra ad esempio l’Essential Mix dell’8 novembre 2014), la seconda si è rivelata giocatrice più anonima (mentre migliori risultati ha raggiunto nelle partite in doppio – insieme a Dexter per il 12” Warme Hap e a Martyn per l’EP Fonts For The People firmato Doms & Deykers). The Power AND the Anonymity.

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