Recensioni

Dopo la bella prova dello scorso giugno con Planetarium, disco nato in collaborazione con Bryce Dessner, Nico Muhly e James Mcalister e recensito su queste pagine da Marco Boscolo, Sufjan Stevens torna con una formula già sperimentata in passato. The greatest gift, questo il nome del nuovo prodotto pubblicato dalla sua Asthmatic Kitty, è sia un mixtape come The Avanlanche (di cui avevamo già ascoltato le outtakes e gli extra dall’album Illinois), sia un disco vagamente natalizio. L’ennesima costola del monumentale Carrie&Lowell (e del live album registrato in South Carolina dello scorso 28 aprile) è inoltre, e in larga parte, una raccolta di remix di suoi brani affidati a producer come Doveman (al secolo Thomas Bartlett) – che ha reso ancor più liquida l’atmosfera di Exploding Whales – o un Helado Negro (Roberto Carlos Lange) che ha avvolto in un manto corale e pastorale il pathos di gioielli come Death with dignity e All of me wants all of you.
Oltre a questo, quattro inediti in pieno stile Stevens storyteller ed appendici ideali a Carrie&Lowell: Wallowa lake monster (già disponibile prima dell’ascolto totale, ora disponibile su NPR), The greatest gift, The hidden river of my life e City of roses, tutte imbevute del solito e distintivo spiritualismo territoriale americano che scava nella religione e si fa beffa del tempo, impegnate a rincorrere un ossessivo fingerpicking che si fa, a tratti, anche country.
La delicatezza di uno dei dischi più belli e completi dell’artista di Detroit risplende in The greatest gift di una luce diversa, oscura e brillante al tempo stesso, e perennemente votata alla speculazione. Non è quindi un caso che la stessa Asthmatic Kitty definisca così il mixtape: «This new material, in its investigation of love, life, death, God, and the beautiful state of Oregon, serves as a contemplative companion to the original album». Davvero un grande regalo.
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