• Mar
    11
    2016

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La Tempesta Dischi

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Primitivi del Futuro, con le sue aperture ai ritmi in levare tra reggae e dub, era stato il disco di frattura rispetto alla lunga produzione precedente firmata TARM. Cementato il sodalizio produttivo con Baldini (che ha nel frattempo lanciato il suo progetto Paolo Baldini Dubfiles), licenziato il remix album Primitivi del Dub e aperta la divisione dub de La Tempesta (con i concittadini Mellow Mood a guidarne le fila), il sound di Kingston sembrava un luogo sonoro in cui Toffolo e compagni avessero intenzione di fermarsi – almeno per un po’. Così è effettivamente stato, ma se il successivo Nel Giardino dei Fantasmi presentava tutte le intermedie sfumature del classico – e riuscito – disco di transizione, in questo nuovo Inumani il trio friulano sembra raccogliere le fila del proprio percorso, rielaborandolo e aggiornandolo in un disco che rappresenta un coerente compendio della produzione della band.

C’è il sano rock & roll delle origini (I Miei Occhi Brillano) e i colori jamaicani della ballata reggae (E Invece Niente), inedite incursioni funk (Disponibile) occasionalmente macchiate di soul (Libera) e ballatone rock con chitarre grosse ma mai invadenti (Ruggero), cavalcate hard-blues (La Più Forte) e oniriche dolcezze dalle tinte psichedeliche (Ad un Passo dalla Luna, forse l’apice del disco), fino all’apertura ai ritmi della musica folk colombiana di In Questa Grande Città (La Prima Cumbia). Proprio su quest’ultimo brano, estratto come primo singolo con speculare – letteralmente – video annesso, si è già abbondantemente chiacchierato per la presenza di Jovanotti; comparsata che, già anticipata in coda alla prima – ed ottima – traccia Persi nel Telefono, rappresenta l’inevitabile punto d’arrivo di un gioco di sguardi che andava avanti già da diverso tempo (tra aperture di concerti e parole di stima reciproca). La cosa funziona, risolvendosi in un’ospitata riuscita e mai invadente. Sempre in merito al florilegio di contributi “esterni” risalta sopra a tutti quello di Adriano Viterbini, chitarra dei Bud Spencer Blues Explosion, che lascia da parte eccessi di virtuosismi (che pure sarebbero perfettamente nelle sue corde, trattandosi di un “manico” non indifferente) “accontentandosi” di far sentire la propria mano nell’arricchire l’anima più rockeggiante dei pezzi, senza mai esagerare.

Vasco Brondi, Maria Antonietta, Pietro Alessandro Alonsi (Il Pan del Diavolo), Alex Ingram (Lupetto) e la scrittrice Peris Alati affiancano Toffolo nella scrittura dei testi, TARM al 100% tra divertissement gigioni («D’accordo, d’accordo, hai fatto un accordo con me. Ma non sono d’accordo con te.»), surreali metafore al confine con il nonsense («Entra nel frigo, ti parlo di me») e il consueto spettro di tematiche da sempre care alla band. Risalta sicuramente la novità costituita dalla prospettiva femminile adottata in ben tre brani (La Più Forte, C’era una Volta ed Era Bella e Libera). Qualche momento di stanchezza affiora qua e là, come nel ritornello di C’era una Volta ed Era Bella, che procedendo per accumulo risulta snervante già al primo ascolto (ma è salvato dalle sue stesse – meravigliose – strofe), ma sono fugaci e rari cedimenti in una scaletta che si presenta variegata ed ispirata come forse mai, nella produzione precedente della band. Sempre loro, i TARM, mai uguali alla volta prima.

17 Marzo 2016
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