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Compilation
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Il progetto di festeggiare i primi cinque anni di vita della label fondata e gestita a Berlino da Lucy, aka Luca Mortellaro, con cinque EP pubblicati nel giro di sei mesi, ha avuto l’effetto di allungare temporalmente la campagna mediatica, ma al tempo stesso ha rischiato di diluirne l’impatto nella ridda di release che affollano il panorama techno attuale. L’uscita del quinto e ultimo capitolo dà la possibilità di fare i conti con un importante corpus di diciassette tracce (sedici inedite; solo Blade Moth di Xhin era già stata pubblicata nel 2010), per un totale di due ore e 41 secondi di emozioni e di sollecitazioni psicofisiche che vanno oltre il mero intento celebrativo.

La Stroboscopic Artefacts si è da subito distinta per la linea editoriale molto rigorosa, con un approccio peculiarmente leftfield alla minimal techno berlinese, con la testa rivolta alle sperimentazioni elettroacustiche dell’avanguardia europea del XX secolo e il corpo teso verso la ricerca dello scontro frontale con il suono di derivazione EBM prima e UK (Downwards docet) poi. Con tutta la filiera produttiva sotto controllo (comprensiva di post-produzione – a cura della Artefact Mastering dei Dadub – e di visual design – la collaborazione stretta con il fratello Ignazio Mortellaro, a capo della divisione grafica Oblivious Artefact), Lucy ha sempre avuto chiara in mente la mission della sua etichetta, ma la ricerca della consistency – techno rivolta al dancefloor, ma sempre con un coté sperimentale e dark – non ha mai soverchiato le personalità dei singoli artisti chiamati a far parte del roster.

La varietà di approcci rimane prerogativa anche delle tracce dei cinque EP pubblicati da settembre 2014 a marzo 2015. Tra i contributori, tutti facenti parte in misura più o meno marcata del catalogo S.A., troviamo figure che hanno fatto la storia della techno dagli anni Novanta (Luke Slater, qui con il suo alias L.B Dub Corp, che rivitalizza la sua Take It Down (In Dub) uscita nel 2010 per Ostgut Ton, per una lectio magistralis in dub techno; l’olandese Speedy J,che in duo con Lucy per il progetto Zeitbeger consegna per il Chapter 2 Totemism, sublimazione drammatica delle campane di Pantha Du Prince), producer dalla grande competenza e tenutari di altre etichette (Perc, che con Tri-City nel capitolo 1 tritura maestosamente un piano preparato à la Cage – o à la Aphex Twin; il grande Donato Dozzy, che nella sua lunga carriera ha avuto modo di aprire – e chiudere – più di un’etichetta, con OZ Taped regala per il capitolo 5 una traccia minimassimalista dallo spettacolare rigore hi-energy; Rrose, aka Seth Horvitz ovvero Sutekh, fondatore della label Eaux, qui responsabile della profonda Drowned By Sight; l’argentino Juan Pablo Pfirter, capo della MindTrip, che con Atman scopre fili nei quali passa corrente ad alto voltaggio tribale; Chevel, aka Dario Tronchin, mente della Enklav, che in Alicia dimostra una grande ampiezza di vedute sonore) o campioni passati ad altre squadre berlinesi (Raster Noton o Tresor) ma ancora in ottimi rapporti (Kangding Ray e l’intricata rete di percussioni della sua Luna, Jonas Kopp e il riflusso synth di Shibu).

Non potevano mancare i capisaldi Stroboscopic: il singaporiano Xhin, che con l’EP Fixing The Error // Link nel settembre del 2009 già segnava la strada estetica della label (sue le scudisciate elettriche di Blade Moth nel Chapter 3), il duo formato da Daniele Antezza e Giovanni Conti (i Dadub che, fedeli al proprio alias, nel capitolo 4 con Force Continuum Abuse prima dimezzano i bpm e poi ripartono a pieno ritmo con bordate sottocutanee), e ovviamente il boss Lucy, che con gli espressionistici undici minuti e trenta di Rema Rema Canoero, side A del conclusivo Chapter 5, firma una disturbante e fumosa goth techno. E’ motivo di orgoglio vedere nei credits molti nomi italiani (Mortellaro, Scaramuzzi, Tronchin, Antezza e Conti), ma la specifica provenienza geografica non è rilevante: ciò che conta è il risultato finale complessivo, di assoluto livello e senza una singola defaillance. Stratospheric artefacts.

18 Marzo 2015
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