Recensioni

7.2

L’opener Fantasma (For Jasmine) si apre con una linea di violino subito sostenuta da altri archi, in un attacco che sembra l’inizio di un disco del Kronos Quartet più che il terzo disco del producer da Bristol. Dimenticate, quindi, i beat spruzzati di gore dell’esordio Order of Noise e l’orchestrina di found instruments di Punish, Honey perché Seb Gainsborough ha scelto di esplorare nuovamente altri territori. Un rimando quasi fin troppo sottolineato è quello con i These New Puritans, specialmente quelli di Fields of Reeds, con questa idea che oggi si è diffusa di mescolare l’oggi (l’art rock, l’elettronica) con lo ieri (orchestrazioni, ma soprattutto un confronto con atmosfere medievali). È un’idea che ha esplorato, vedi Aviary di poche settimane fa, Julia Holter, ma che può anche ritrovarsi in ambienti completamente diversi, come quelli del folk visitati, per esempio, da Joanna Newsom. Non si può nemmeno tacere dell’artista che forse gli è più vicino, Oneohtrix Point Never, con una vicinanza a tratti anche timbrica (la predilezione per certi clavicembali particolarmente dry). Ma, attenzione, Queen of Golden Dogs, non è semplicemente un prendiamo-la-musica-classica-e-facciamola-con-i-synth. C’è in realtà una compenetrazione di quelle atmosfere con la sensibilità e il percorso fin qui sviluppato dall’artista di Bristol.

Elemento di collegamento, per esempio, il tema sull’identità che, dopo le allusioni omoerotiche bdsm di Puishment, Honey, qui tornano attraverso la dedica esplicita di Argo (For Maggie) a Maggie Nelson, autrice di The Argonauts, libro che si interroga sulla fluidità di genere. Tema che ritorna ancora più esplicitamente in Torno-me eles e nau-e che tocca Pessoa, altro artista che si è sempre interrogato sull’identità, ed è dedicata a Remedios Varo, pittrice messicana dedita a un surrealismo perfettamente in sintonia con il mix di antico e nuovo, concreto e liquido che è la musica di Vessel.  Può sembrare tutto abbastanza sfuggente, indistinto, ma funziona perfettamente, come la già citata Fantasma che ricorda dei Dead Can Dance in versione electro-gaming ma “acustici”, o Arcanum dedicata a Christalla, amica esperta di tarocchi, che mettono un altro elemento nel mixer: il barocco magico. Un oggetto multiforme come il tema che ha deciso di esplorare, forse a tratti un po’ troppo concept per essere del tutto godibile, ma costruito con la capacità dell’artigiano che abbiamo imparato ad apprezzare in passato.

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