• Giu
    22
    2015

Album

Editions Mego

Add to Flipboard Magazine.

La cover di Koto Hirai, fotografa e graphic designer giapponese (nonché moglie di Donato Scaramuzzi, aka Donato Dozzy, co-partner con Giuseppe Tillieci, aka Neel, nel progetto Voices From The Lake) inquadra e introduce perfettamente Live at MAXXI: le strutture di Zaha Hadid e le sinuose forme di Widow, l’installazione in PVC nero di Anish Kapoor, con le sue grandi tube di Falloppio/mega-imbuti di grammofono, rappresentano il giusto frame per l’ascolto della registrazione dell’esibizione del duo al Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma avvenuta nell’ottobre del 2014.

Parlare di ambient techno per questo lavoro sarebbe riduttivo e impreciso: non è ambient nell’accezione satie-enoiana di “musica d’arredamento”, non può essere ridotto a sottofondo, non è mera sonorizzazione, ma è essa stessa opera d’arte. E qui non si trova techno (niente cassa in quattro, qui non c’è pane per clubbers) ma casomai téchne (τέχνη): perizia tecnica, maestria artigianale nella tessitura sonora e nella cura dei dettagli, confermate tra le doti migliori dei VFTL. Il confronto più diretto è con Phobos, l’album pubblicato come solista da Neel nello stesso periodo della registrazione di Live at MAXXI: i lavori condividono la stessa impostazione in flusso ininterrotto, ma se Phobos era il diario privato di un viaggio immaginario nello spazio fino ad una delle lune di Marte, ora è la Terra ad essere fonte di ispirazione ed oggetto di studio.

I riferimenti più immediati vanno ai lavori elettronici kraut dei pionieri Edgar Froese e Klaus Schulze, ma filtrati attraverso una sensibilità più mediterranea, in questo ricordando le esperienze degli anni settanta dei maestri italiani Battiato, Cacciapaglia, Maioli: è musica kosmische ma immanente, che scaturisce e prende forma da microcosmi concreti fatti di suoni acquitrinosi e metallici, di droni ipnotici ma anche di spunti melodici, dove non ha più senso distinguere tra elettronico e naturale, tra analogico e digitale. In questo panorama ancestrale prende posto (in Richiami e Oscillazioni) anche il suono trance-inducente di uno degli strumenti più antichi della storia: lo scacciapensieri (o marranzano, o morchang, o komuz, presente in tante e diverse tradizioni musicali). La suite si risolve sorprendentemente ma in tutta naturalezza con Max, associazione libera con il MAXXI che ospita il live, dove le linee melodiche della canzone di Paolo Conte (introdotte dai loop di chitarra di Brando Lupi) vengono prese, allargate e ammantate di magia.

Ottima testimonianza del livello raggiunto da Dozzy e Neel, sciamani elettronici del XXI secolo.

24 Giugno 2015
Leggi tutto
Precedente
Girlpool – Before the World Was Big Girlpool – Before the World Was Big
Successivo
Üstmamò – Duty Free Rockets

album

artista

artista

recensione

recensione

artista

artista

Altre notizie suggerite