Greta Van Fleet. Still da "Age of Machine" (2020). Regia: Matthew Daniel Siskin

Greta Van Fleet. Statue classiche e metafore ambientaliste nel videoclip di “Age of Machine”

Insieme a My Way, Soon, Age of Machine è uno dei due nuovi singoli targati Greta Van Fleet che faranno parte dell’annunciato secondo album The Battle At Garden’s State, in uscita il 16 aprile 2021 a distanza di due anni da Anthem of the Peaceful Army. Registrato presso gli Henson Recording Studios e al No Expectations Studio assieme al produttore Greg Kurstin, il nuovo disco è stato presentato dalla band del Michigan come una diretta conseguenza dei viaggi compiuti attorno al mondo e delle esperienze che ne sono conseguite.

Age of Machine è accompagnato da un videoclip diretto da Matthew Daniel Siskin (con l’aiuto degli stessi Greta Van Fleet). Se già lo stesso brano pecca di una stanca retorica psichedelica (a partire dal titolo), il video non è da meno: i membri della band sono cavie da laboratorio costrette ad ammirare e studiare la bellezza di una statua classica, simbolo di un mondo destinato tragicamente a scomparire.

Con un pieno di metafore ambientaliste, che provengono direttamente dalla produzione audiovisiva di fantascienza degli anni Settanta, la regia di Siskin alterna la linea narrativa principale con frammenti in pellicola (e non) di un mondo industriale contemporaneo (e non). «Il clima, l’industrialismo – dice la nota stampa – l’intimità, la fiducia in se stessi, la tradizione, l’umanità stessa o altro» sono i temi affrontati, e se per certi versi possono risultare comunque attuali, per altri invece è impossibile non pensare ad una riproposizione priva di mordente delle stesse modalità rappresentative.

Su SA trovate la recensione del sopracitato Anthem of the Peaceful Army scritta da Riccardo Zagaglia.