Album

Greta Van Fleet

Greta Van Fleet – The Battle At Garden’s Gate

16 Aprile 2021 rock
Array

I Greta Van Fleet si sono imposti a livello mondiale con Anthem of the Peaceful Army del 2018 guadagnandosi presso i numerosi detrattori la nomea di versione boyband dei Led Zeppelin. A due anni da quell’esordio e dopo aver macinato un bel po’ di chilometri e palchi, la formazione annuncia il sophomore The Battle At Garden’s Gate a fine 2020, quando nei piani iniziali la sua pubblicazione era prevista per l’inizio dell’anno. In uscita il 16 aprile 2021 il disco, registrato presso gli Henson Recording Studios e al No Expectations Studio assieme al produttore Greg Kurstin, è stato presentato dalla band del Michigan come una diretta conseguenza dei viaggi compiuti attorno al mondo e delle esperienze che ne sono conseguite.

My Way, My Soon è stata ispirata dai tre anni di tour e dalle vie che ci ha aperto. Questa è la mia verità, quello che provo pensando ai nostri viaggi, ma so che riecheggia delle esperienze e dei cambi di prospettiva che riguardano anche Jake, Sam e Danny. Abbiamo visto come le persone vivano in diverse parti del mondo e abbiamo sviluppato un rispetto reale per le differenti culture e genti. Siamo passati dal guidare lungo un’autostrada per esibirci e vedere baraccopoli senza fine a San Paolo in Brasile, a suonare in alcuni dei posti più ricchi della Terra
Josh Kiszka

Nella press i fratelli Kiszka parlano di riferimenti biblici e nuove consapevolezze, ma a sentire i primi due estratti (che in totale fanno ben 11 minuti) è certo è che il loro hard rock stiracchiato in retoriche psichedeliche (Age Of Machine), oppure carico di idealismi flower power (My Way, Soon) suona formulaico, senza un vero mordente e, diciamocelo, pure un po’ noiosetto. Al netto della fastidiosa performance vocale, questa volta i Led Zeppelin non c’entrano. Il tiro potrebbe essere quello dei Black Crowes, ma magari fosse così. Chissà che ci trova Jack White in loro, vai a capire.

La nostra definizione di “normale” si è ampliata molto nel corso degli ultimi due anni, e ha ci influenzato come musicisti, specialmente nella scrittura e nella registrazione di questo nuovo album. Abbiamo realizzato che, mentre stavamo crescendo, ci siamo dovuti proteggere da tante cose, di cui eravamo all’oscuro. Quando siamo stati gettati dentro questo mondo immenso, inizialmente è stato un po’ uno shock culturale
Danny Wagner

Su SA trovate la recensione di Anthem of the Peaceful Army scritta da Riccardo Zagaglia.

Tracklist
Ascolta
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota

I più ascoltati