Album

Parallel

25 Dicembre 2020 ambient

Pubblicato il giorno di Natale – e una delle due uscite discografiche promesse dal producer la vigilia – Parallel è l’album di Four Tet che segue a qualche mese di distanza Sixteeen Oceans seguendone di fatto le autobiografiche coordinate tra intimismo e dancefloor, folktronica e new age. Più che escapista, l’ambiente disegnato da Kieran Hebden è sia olistico e meditativo, sia trasportato da trascinanti cadenze dance. È musica sganciata dal mondo e dai suoi problemi.

C’è spazio per svuotare la mente, come accade nei 26 (modulari) minuti dell’iniziale Parallel 1 (con naturali tentazioni Kosmische in area Luke Abbott) e c’è la pista a scacchi per abbandonarsi ai rituali del ballo (la post-garage balinese di Parallel 2, l’house un po’ dubby di Parallel 8). Insomma è il producer che abbiamo imparato a conoscere, un po’ incartato in questo che sembra un approdo definitivo della sua cifra stilistica, eppure ancora in grado di instillare magia partendo dalle sue proverbiali progressioni (Parallel 6 col suo tappeto di idiofoni). Sul finale – e qui davvero a sorpresa – c’è spazio per qualcosa di speciale dalle parti di Laraaji e del compianto Harold Budd (Parallel 9 per piano ed effetti – con coda dance – e l’ultima parte per solo piano di Parallel 10).

Di recente Hebden ha pubblicato uno streaming infinitoancora in corso), un EP collaborativo assieme a Burial Thom Yorke, e annunciato una collaborazione con Madlib (Sound Ancestors) che uscirà nel 2021. La recensione del sopracitato Sixteen Oceans su queste pagine è di Luigi Lupo.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Parallel 1
  • 2 Parallel 2
  • 3 Parallel 3
  • 4 Parallel 4
  • 5 Parallel 5
  • 6 Parallel 6
  • 7 Parallel 7
  • 8 Parallel 8
  • 9 Parallel 9
  • 10 Parallel 10
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