Call Super (UK)

Biografia

Partito come gruppo, Call Super è JR Seaton (ovvero Joe Seaton), producer inglese di stanza a Berlino e amico stretto di Objekt. Attivo discograficamente dal 2011 il suo primo 12” è Staircase EP su Five Easy Pieces (remissato successivamente dallo stesso Objekt) e, in seguito, sulla newyorchese Throne Of Blood pubblica No Episode. Nel 2013, arriva la firma per la neonata etichetta del Fabric, Houndstooth, con la quale pubblica due 12” (anche in vinile 180 grammi), The Present Tense (prima uscita in assoluto sull’etichetta) e Black Octagons (settembre), entrambi masterizzati da prezzemolo Matt Colton (James Blake, Andy Stott e decine di altri). La sua techno, macchiata di umoralità IDM, ambient, dettagli glitch industrial (anche funk), oltre al “lato tedesco” di Objekt (ma anche Pantha Du Prince), ricorda il giro Border Community di James Holden, la polverosa house di Actress ma anche Jon Hopkins. Tra i primi sostenitori di Seaton troviamo Ben Ufo, Renaissance Man, Jackmaster, Andrew Weatherall, Braiden e Tim Goldsworthy.

Il 15 settembre 2014, sempre via Houndstooth, esce Suzi Ecto, album di debutto di Seaton che si allontana dalle sonorità da club per affrontare un microcosmo ambientale fatto di numerosi dettagli quali field recording, arpeggi sintetici, percussioni miste a rumore bianco, frammenti digitali e breakbeat, dub esotici, melodie e smalti jazzy per oboe e flauti, fino ad arrivare agli odori di My Life In The Bush Of Ghosts, caposaldo di Eno e Byrne. In sede di recensione si parla di un lavoro a cui non manca la visione d’insieme, né l’abilità in fase di produzione, dove trasporto emozionale e una meticolosa cura del dettaglio viaggiano di pari passo.

Di novembre 2017 è invece il secondo lavoro sulla lunga distanza, Arpo, che continua coerentemente un discorso ai confini con la club music ampliandone gli aspetti più rotondi e immaginifici. A risaltare ancor di più che in passato è l’estro e la chirurgica percisione nell’incastro di ogni elemento. Ancora una volta, la sua è muscia per gli occhi ancor prima che per le orecchie, pittura espressionista olio su una tela che porta con sé il ricordo di techno e ambient (house), una futuristica starry night in cui immergersi, fatta di elementi familiari eppure distanti, come stelle.

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