Romaeuropa Festival 2019

Dal 17 Settembre al 24 Novembre 2019

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Info

Dal 17 settembre al 24 novembre 2019 377 artisti provenienti da 27 paesi sono protagonisti dei 126 eventi in scena in 22 palcoscenici della capitale tra danza, teatro, musica, arti digitali e kids, per la 23ma edizione di Romaeuropa Festival.

«Un paesaggio vario e stratificato –  definiscono il festival gli organizzatori in una nota stampa – dove si ammirano riti ancestrali e cultura urbana, radici spezzate e migrazioni forzose, realismo globale e intelligenza artificiale. Landscape è, infatti, il titolo suggerito dalla Presidente della Fondazione Romaeuropa, Monique Veaute, e dal Direttore Generale e Artistico, Fabrizio Grifasi, per questa edizione: un invito ad attraversare il festival come se fosse una mappa della geografia del nostro mondo tra virtualità e realtà, oniriche, proiezioni di futuri possibili e affondi nell’ambiguità del nostro quotidiano, costruendo un tempo ludico ma senza mai rinunciare alla “complessità”. Per legare questa mappa ideale alla città, Romaeuropa invade vie e quartieri con i colori e le grafiche elaborate da Valeria Crociata: un allestimento urbano di stendardi trasforma l’immagine del festival in segno artistico per abbracciare non solo il cuore di Roma ma anche le sue periferie».

La musica di REF 2019

Per Diasporas, un nuovo ciclo di doppi concerti dal 10 al 12 ottobre, sono protagonisti alcuni degli artisti più interessanti affermatisi in Europa dopo essere stati costretti a lasciare il loro paese d’origine: le sudanesi Alsarah and the Nubatones, icone della musica retropop, e la nuova stella del soul J.P Bimeni con i The Black Belts il 10 ottobre; il songwriter camerunense Blick Bassy e la capoverdiana Mayra Andrade, considerata l’erede di Cesária Évora l’11 ottobre; infine il 12 ottobre l’egiziano Abdullah Miniawy al fianco del jazzista Erik Truffaz nel progetto Le cri du Caire, fusione tra jazz, rock, elettronica e spoken words, e i libanesi Rayess Bek, Mehdi Haddab e Randa Mirza, che con il loro Love & Revenge rendono caldissima l’atmosfera dell’Auditorium Parco della Musica (sede di tutte le giornate di Diasporas) costruendo un vero e proprio inno alle icone dell’epoca d’oro del cinema e della musica egiziana.

È proprio l’Auditorium Parco della Musica ad ospitare la maggior parte dei concerti di questa edizione del festival: le celebri pianiste Katia e Marielle Labèque insieme a Bryce Dessner dei National e David Chalmin propongono il 10 novembre, per una corealizzazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Musica per Roma, una nuova tappa del loro progetto Don’t Fear the light – Minimalist Dream House Quartet, ponte tra minimalismo e rock. Nel programma della serata musiche di Steve Reich, Philip Glass, Timo Andres, la prima composizione classica di Thom Yorke e le prime nazionali e mondiali di brani di Chalmin e di Dessner.

Il 28 settembre un doppio concerto affianca la “continous music” di Lubomyr Melnyk, “il pianista più veloce al mondo”, ai loop immersivi ed ipnotici di Craig Leon, il compositore noto per aver lanciato, tra gli altri, i Ramones e i Blondie. Vanessa Wagner e Murcof reinterpretano con Statea, il 29 settembre, alcune delle pagine musicali più importanti del Novecento. Doppio l’appuntamento con il Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretta da Tonino Battista, impegnata in due ritratti dedicati a Ivan Fedele e Louis Adriessen rispettivamente il 7 novembre e il 17 novembre. Ancora musica contemporanea con l’Associazione Audior, che il 12 e il 13 ottobre dedica un concerto alla compositrice Elzbieta Sikora e alla sua musica acusmatica.

Il 19 novembre Giovanni Andreotta e Francesco Mansutti con la collaborazione di Lucia Ronchetti presentano Rivale, film costruito sull’omonima opera presentata dalla compositrice italiana durante la 70° Sagra Musicale Malatestiana. L’Opificio Romaeuropa, infine, ospita il 20 ottobre il concerto di Fabrizio Ottaviucci dedicato alla Treatise di Cornelius Cardew: una partitura grafica di 193 pagine realizzata tra il 1963 e il 1968 che stimola l’interprete a concepire idee e forme musicali nuove. Teatro musicale il 26 e il 27 settembre al Mattatoio con l’artista fiammingo Hans Op de Beeck, che insieme al quartetto di sax BL!NDMAN diretto da Eric Sleichim racconta in The Valley la banalità della violenza, ma anche Andrea Liberovici con lo Shallfeld Ensemble ed Helga Davis, che costruisce, invece, un’opera contemporanea dedicata al tema della bellezza. Il 26 e 27 ottobre, al Teatro Biblioteca Quarticciolo, sarà protagonista la compagnia Bartolini/Baronio con una performance-concerto costruita intorno al tema della casa, per una narrazione musicale in grado di indagare in profondità il senso del verbo “abitare”.

IL GRAN FINALE DEL REF19

Il 24 novembre tutte le sale dell’Auditorium Parco della Musica saranno coinvolte in una serata di concerti, una line-up d’eccezione composta dall’atteso ritorno di Ryuichi Sakamoto (al fianco di Alva Noto per presentare Two, una performance tra piano e musica elettronica), coinvolto anche in uno speciale omaggio al grande regista Bernardo Bertolucci; Christian Fennesz impegnato al fianco dei visuals di Lillevan nella presentazione del suo ultimo disco Agorà, recensito su queste pagine da Edoardo Bridda. Chiude il pianista e compositore Chassol con il suo Ludi e l’attrice e cantante, “statuaria, superba, elegante” Fatoumata Diawara.

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