Con una lettera aperta inviata ai giornalisti mentre è ancora in tour, Achille Lauro annuncia l’ennesima svolta stilistica. La potremo ascoltare nell’album di prossima pubblicazione 1990, che sarà incentrato sull’euforia dance degli anni ’90, ovvero quella contenuta nei lavori di Daft Punk, Corona, Eiffel 65 e Gigi D’Agostino, il tutto garantisce lui, «in chiave estremamente intima e autoriale».
«I generi musicali sono solo gabbiette per topi – scrive nel messaggio – Pop, punk, rock, grunge, musica contemporanea. Sono un’unica cosa. Sto tornando con un’anima intima, malinconica, che è parte della vita. Sto prendendo i ricordi di quando ero bambino, che sono la parte migliore di noi, quella che forse tutti nascondono. Quel dolce rimpianto che ci lega profondamente. Sono nato nel ’90. Ricordo che da bambino, e poi da adolescente, la musica che ascoltavo creava emozioni talmente forti da diventare oggi un ricordo a tratti malinconico. Erano gli anni delle boy band, la musica dance anni ’90 dominava i dancefloor di tutto il mondo, con quel suo sound inconfondibile e quel suo spirito libero ed euforico, emblema di una giovinezza spensierata. Erano gli anni in cui sono comparsi i Daft Punk, Corona, gli Eiffel 65 e Gigi D’Agostino solo per citarne alcuni. Alla fine del 2017, dopo aver scritto Rolls Royce e quasi l’intero album 1969, i ricordi d’infanzia e della mia adolescenza mi hanno portato alla mente le sonorità anni ’90 e la musica dance. È così che a gennaio 2018 abbiamo buttato giù il primo brano ispirato a La Bouche. Da lì il passo è stato breve e abbiamo iniziato a scrivere la musica che ascolterete nel futuro disco, chiaramente rivista a mio modo ed in chiave estremamente intima e autoriale».
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Nel frattempo, Lauro De Marinis è atteso per una doppia data capitolina il 4 e 5 ottobre, a cui seguirà quella milanese del 7 ottobre. L’ultimo concerto del tour è previsto a Napoli il 13 ottobre dopodiché il rapper volerà negli Stati Uniti per completare il nuovo lavoro.
Su SA trovate la recensione del precedente 1969, firmata da Luca Roncoroni, ovvero l’album pubblicato lo scorso aprile contenente C’est la vie (29 marzo) ma soprattutto Rolls Royce, uno dei brani più discussi della scorsa edizione del Festival di Sanremo a cui Stefano Solventi ha dedicato una riflessione/articolo. 1969 seguiva a distanza di un solo anno Pour L’Amour, lavoro recensito su queste pagine sempre da Roncoroni.