Billie Eilish sulla morte di George Floyd: “Tutte le vite contano? Allora perchè i neri vengono ammazzati?”

La morte di George Floyd, il 46enne afroamericano di Minneapolis ucciso da un poliziotto bianco la settimana scorsa, ha scosso il mondo della musica (ma anche dello sport), e molte star – da Madonna a Janelle Monae, a Snoop Dogg, Sia e Ice Cube – hanno protestato per l’accaduto. Alla lista si è aggiunta ora Billie Eilish, che in un lungo post su Instagram ha sfogato tutta la sua indignazione. «Mi sono presa qualche giorno per approcciare la questione in modo soft – ha scritto la cantante sul social media – Ho a disposizione un’enorme piattaforma ed è difficile restare calmi e prendersi del tempo per ragionare su cosa dire e come dirlo …ma alla fine – cazzo! – uno deve parlare». «Se sento qualcuno che dice ancora una cazzo di volta “all lives matter” (ogni vita conta, ndSA) esco fuori di testa – Volete chiudere quella cazzo di bocca? Nessuno sta dicendo che la vostra vita non conti; nessuno sta dicendo che la vostra vita non sia dura; nessuno sta dicendo niente di voi, brutti bastardi, che riducete sempre tutto a voi stessi. Questa faccenda non riguarda voi, smettetela. Non siete dei bisognosi, non siete in pericolo».

«Se tutte le vite contano, perché i neri vengono ammazzati per il colore della loro pelle? – si chiede l’artista – Perché gli immigrati vengono perseguitati? Perché a chi ha la pelle bianca vengono concesse opportunità che alle altre razze sono precluse? Perché i bianchi possono protestare contro il lockdown portando con sé armi semiautomatiche, mentre i neri sono teppisti se protestano per la morte di una persona innocente? Sapete perché? Bianco. Privilegio. Del cazzo». «I privilegi dei bianchi – prosegue il post – riguardano anche gli ispanici, i nativi americani e gli asiatici? Sì, certo, al 100%. Ma adesso, in questo esatto momento stiamo parlando di centinaia di anni di oppressione ai danni dei neri. Lo slogan #blacklivesmatter non significa che tutte le altre non contino, ma serve solo a richiamare l’attenzione sul fatto che la società creda che le vite dei neri non contino un cazzo! E invece contano eccome!».

Il senso del ragionamento della Eilish è ulteriormente spiegato con un esempio: «Se una casa sta andando a fuoco e dentro c’è gente intrappolata, quando chiamate i pompieri gli dite di controllare tutte le case dell’isolato partendo dalla prima perché #tuttelecasecontano? No! Perché non serve a un cazzo».
 

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#justiceforgeorgefloyd #blacklivesmatter

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Lo scorso anno Billie Eilish ha trionfato ai Grammy Award aggiudicandosi l’Album Of The Year per l’esordio WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, due award per il singolo Bad Guy – Song of the Year e Record of the Year – nonché quello nella categoria degli emergenti, ovvero Best New Artist. A questi si aggiungono il Best Pop Vocal Album e quello più tecnico Best Engineered Album sempre per il debut, senza contare che il fratello Finneas si è portato a casa il Grammy come produttore dell’anno.

Su SA potete ripassare la recensione del sopracitato WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO? firmata da Eleonora Orrù. La popstar tornerà ad esibirsi in Italia all’I-DAYS Milano 2020. Di seguito le dichiarazioni a caldo di Marr sull’esibizione ai Brit Awards.

1 Giugno 2020 di Valerio Di Marco
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WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?
Mar
29
2019

Billie Eilish

WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?

  • Bad Guy
  • My Strange Addiction
  • You Should See Me in a Crown
  • idontwannabeyouanymore
  • Watch/&Burn
  • Copycat
  • When I Was Older
  • Wish You Were Gay
  • Xanny
  • All The Good Girls Go To Hell
  • Ilomilo
  • Bellyache
  • Listen Before I Go
  • I Love You
  • Ocean Eyes
  • When the Party's Over
  • Bury a Friend
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