Durante un’intervista rilasciata a Rolling Stone, Bono ha definito genericamente la musica di oggi con l’aggettivo “girly”; per la precisione ha dichiarato: «Penso che la musica sia diventata molto “femminile”». Tale “ingentilimento”, secondo il leader degli U2, non è necessariamente negativo, ma serve a spiegare la crisi identitaria del rock: «È di per sé anche un fatto positivo, ma oggi è l’hip hop l’unico contenitore per la rabbia, tipicamente maschile», e continua: «quando avevo sedici anni avevo molta rabbia dentro di me. C’è bisogno di trovarle una via di sfogo, che sia attraverso le chitarre o la drum machine non mi interessa».
Riallacciandosi al rock, e alla sua perdita di centralità tra le nuove generazioni, il frontman rimarca: «Alla fine cos’è il rock’n’roll? La rabbia ne è il cuore pulsante. I grandi del rock ce l’hanno, ed è il motivo per cui gli Who sono stati una band così grande. Oppure i Pearl Jam. Eddie ha quella rabbia». Infine un accenno al figlio Elija, secondo il quale una rock’n’roll revolution sarebbe dietro l’angolo.
Lo scorso primo dicembre è uscito l’ultimo album degli U2, Songs of Experience, recensito negativamente su queste pagine da Massimo Padalino. L’album è stato anche inserito nella classifica dei peggiori del 2017, curata da Luca Roncoroni.
