Lo sapete, no? Trump è uscito dall’ospedale dov’era ricoverato per aver contratto il COVID e si è fatto una passeggiata in auto salutando i suoi supporter che gli stavano facendo la posta fuori dal nosocomio. Quegli stessi supporter che qualche ora prima, mentre erano in trepidante attesa di notizie dal Walter Reed Medical Center, avevano intonato in strada Born In The USA. Esatto, la canzone di Bruce Springsteen che i repubblicani amano così tanto (anche Reagan voleva utilizzarla per la sua campagna elettorale, ma il Boss rifiutò) ma senza evidentemente averne mai capito il testo, travisandone il significato e interpretandola come un inno patriottico.
A dare notizia dell’ennesima “appropriazione” indebita da parte di fan del Grand Old Party, e segnatamente di alcuni esponenti della loro componente trumpiana, è stata la giornalista Kelly O’Donnell in un tweet: «Ore 9 di una domenica mattina – ha scritto la cronista – e Born In The Usa e Proud To Be An American di Lee Greenwood sparate a palla fuori dall’ospedale dove il presidente è ricoverato per il COVID». Nel video allegato, Born In The USA non si sente, è possibile riconoscere solo il secondo dei due pezzi citati.
9am on a Sunday morning and “Born in the USA” and Lee Greenwood’s “Proud to be an American” blaring outside the hospital where the president is being treated for covid. pic.twitter.com/Elmzx2o6FB
— Kelly O'Donnell (@KellyO) October 4, 2020
Tanto per dare un’idea, ecco cosa ha detto di recente lo stesso Springsteen riguardo a Trump, che sta correndo per il suo secondo mandato da presidente degli Stati Uniti: «Credo che l’attuale presidente sia una minaccia per la nostra democrazia, che non so se reggerà ad altri quattro anni con lui come custode. È oltraggiosamente antiamericano, totalmente stupido e buffone, e contro la libertà di parola». Chiaro, no? E riguardo alla pandemia da COVID e al fatto che The Donald sembra sempre averla presa sottogamba, gli aveva anche detto: «Mettiti quella ca**o di mascherina». Quindi ovvio che al Boss non avrà fatto piacere che qualcuno incoraggiasse Trump con la sua canzone.
E pensare che nell’unica battuta che l’attuale inquilino della Casa Bianca recitava in Mamma ho riperso l’aereo c’era la parola “sinistra”.
Chissà, ora magari aspettiamoci Pride degli U2 usata in un raduno del Ku Klux Klan, così il servizietto a due tra le più belle canzoni del 1984 sarà stato completato. Tornando a Bruce Springsteen, ricordiamo che Letter To You, il suo nuovo album, è in uscita il 23 ottobre 2020 ed è stato anticipato dalla title track (accompagnata da un videoclip ufficiale) e da un secondo brano intitolato Ghosts.
Durante il lockdown, il Boss si è esibito assieme ai Dropkick Murphys nel primo grande concerto rock dell’era pandemica, e non ha perso occasione per attaccare Trump. Inoltre ha suonato vari concerti da remoto anche a scopo benefico per la lotta contro il Coronavirus. Le sue ultime pubblicazioni discografiche risalgono al 2019 con Western Stars – Songs From The Film, colonna sonora contenente tutti i brani live del suo ultimo album, Western Stars, album recensito sulle nostre pagine da Stefano Solventi. L’anno precedente è stato condiviso – come esclusiva Netflix – lo spettacolo Springsteen on Broadway.
