Dave Grohl ricorda quella volta che David Bowie lo mandò “a fare in culo”

«Sentivo lo stomaco pesante, mentre fissavo con orrore lo schermo del mio laptop. Lessi e rilessi quelle due parole sperando che fossero un errore di digitazione. Invece no: David Bowie mi aveva appena mandato affanculo»

Dave Grohl ha condiviso sui social un’altra delle sue storie, questa volta parlando di David Bowie. L’aneddoto riguarda quella volta in cui, non molto tempo prima della sua morte, il cantante inglese lo mandò letteralmente «a fare in culo» e questo così a bruciapelo, senza un motivo apparente.

Il frontman dei Foo Fighters è sempre stato un grande fan della rockstar e i rapporti tra i due, garantisce, sono sempre stati cordiali, eppure quella volta in chat la conversazione si è chiusa in modo lapidario lasciandolo di sasso («bene, siamo d’accordo, ora vaffanculo»).

«Sentivo lo stomaco pesante, mentre fissavo con orrore lo schermo del mio laptop – racconta l’ex batterista dei Nirvana – Le dita tremavano sulla tastiera. Lessi e rilessi quelle due parole sperando che fossero un errore di digitazione, magari uno scherzo del correttore automatico. Invece no, nessun errore: David Bowie mi aveva appena mandato affanculo. Posso garantirvi che non era la prima volta che sentivo quelle parole, questa volta però a proferirle era Duca Bianco in persona. Cosa potevo aver fatto per meritarmi una reazione del genere? Avevo detto qualcosa di sbagliato? O avevo fatto una di quelle cose che mi capitano spesso quando sono al cospetto di una leggenda, ovvero manifestare nervosamente tutto il mio noioso ossequio? [è successo tante volte, credetemi] Ho inutilmente cercato di spiegarmelo ripercorrendo mentalmente tutte le volte in cui c’eravamo incontrati fugacemente nel corso degli anni, scavando a ritroso ne “La mia vita con David Bowie” (Dio come vorrei che fosse stato il titolo di un mio libro…)».

Aneddoto a parte, Grohl ha colto l’occasione per stendere un elogio all’autore di Life On Mars spiegando quanto il musicista abbia avuto un ruolo indelebile nella colonna sonora della sua vita.

«Il suo primo album dal vivo era sempre in rotazione nella mia sala da pranzo quand’ero bambino, e il classico Suffragette City era una hit nei party che organizzavo con i miei amici quando frequentavo le superiori all’inizio degli anni ’80 (facevo i cori urlando con tutta la voce che riuscivo a spremere dal mio collo smilzo)».

Il testo prosegue poi con altri ricordi: «Ricordo molto bene quando, dopo aver bevuto troppo a una festa, vomitai pollo Kung Pao dentro il maggiolino di mia sorella mentre in sottofondo girava il dolce suono di Space Oddity. Ma l’album che veramente mi rapì il cuore, e so che i fan più duri e puri di Bowie mi criticheranno per questo, fu il capolavoro del 1983 Let’s Dance».

Di recente, Dave Grohl ha partecipato a uno speciale evento musicale online per raccogliere fondi contro gli effetti del Coronavirus dal titolo Fox Presents the iHeart Living Room Concert for America, mentre il mese scorso era tornato a parlare del nuovo album dei Foo Fighters.

Tracklist