Nel debutto solista di Ed O’Brien anche Adrian Utley dei Portishead e Laura Marling

Ed O’Brien pubblicherà il suo debutto da solista nel 2020, ma intanto arrivano nuovi dettagli sul disco. Pronto per essere anticipato dal singolo Brasil in arrivo il 5 dicembre prossimo, l’album conterrà collaborazioni di lusso come quella di Adrian Utley dei Portishead, Glenn Kotche dei Wilco, Laura Marling e del bandmate nei Radiohead Colin Greenwood. Quest’ultimo gruppo si aggiunge così ai collaboratori già annunciati in precedenza, ovvero Catherine Marks (Wolf Alice, Big Moon), sempre in cabina di regia, oltre a Dave Okumu degli Invisible, il bassista Nathan East e Omar Hakim, già batterista per David Bowie su Let’s Dance.

L’album è stato concepito da O’Brien subito dopo l’uscita di The King of Limbs, nel 2012, quando il chitarrista si trasferì in Brasile con la famiglia. «Abbiamo avuto una profonda esperienza vivendo in quello straordinario paese. Nuove connessioni con persone e luoghi. E siamo andati al Carnevale di Rio nel 2013, davvero lo show più bello del pianeta. Un’esplosione di luci, melodie, ritmi e amore. Per me è stato uno di quei momenti di epifania. Tornati a casa, mi ritrovai intuitivamente a dirigermi verso le colline gallesi. Con una copia di “Leaves of Grass” di Walt Whitman, un paio di chitarre, un amplificatore e alcuni pedali (ovviamente), ho affittato un cottage nelle Montagne Cambriane e le canzoni che compongono l’album hanno iniziato a uscir fuori…».

Di seguito il primo brano solista già condiviso dal chitarrista al di fuori dei Radiohead, Santa Teresa.

O’Brien è il quarto componente dei Radiohead a lanciarsi in un solo-project, dopo che negli anni scorsi era toccato al frontman Thom Yorke (attualmente in tour con l’ultimo ANIMA), il chitarrista Johnny Greenwood e il batterista Philip Selway. Insomma, il successore di A Moon Shaped Pool potrebbe farsi attendere non poco visti gli aneliti solistici dei componenti.

Su SA trovate un monografico dedicato al gruppo di Oxford curato da Fernando Rennis, che ha scritto anche la recensione dell’ultimo disco, uscito nel 2016. Su queste colonne potete recuperare la recensione di Pablo Honey, a firma Stefano Solventi, oltre alle altre relative alla discografia dei Radiohead, e in più lo speciale Il codice dei pesci strani in cui abbiamo selezionato i loro 25 migliori brani.

3 Dicembre 2019 di Davide Cantire
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