Jack White: “Vampire Weekend e Twenty One Pilots? Grande cantautorato. I Greta Van Fleet? Grandiosi”

Un Jack White più mansueto e accomodante del solito (e forse ora anche fan della trap...).
Un Jack White decisamente inedito quello che viene fuori da una sua nuova intervista rilasciata a Rolling Stone. Intanto perchè il rocker rivela la sua passione per un brano country trap, Old Town Road, recentemente portato al successo da Lil Nas X; poi perchè fa “pace” con i Black Keys ed esprime tutto il suo apprezzamento per giovani band come Vampire Weekend, Twenty One Pilots e Greta Van Fleet, non tralasciando qualche nota anche a proposito di Bob Dylan.
Ma andiamo con ordine. Di Old Town Road, White ha detto che è una canzone stupenda e che gli piace il fatto che sia diventata un successo nonostante vada contro le regole: «Dura solo due minuti o giù di lì, come Fell In Love With A Girl dei White Stripes. La gente diceva “non la manderanno mai in radio”, ma funzionò, ed è una gran cosa che sia accaduto di nuovo».
Sui Black Keys e sui contrasti passati con una band che la stampa (e non solo) ha sempre indicato come rivale degli stessi White Stripes, il frontman dei Raconteurs ha invece affermato che adesso sono amici e che a legarli è la passione per il garage rock e gli album in vinile. «Io rispetto tutti i rocker – ha detto White – credo che le polemiche tra noi siano scaturite da alcune mie dichiarazioni estrapolate dal loro contesto. Anzi, Patrick Carney (il batterista dei Black Keys, ndSA) di recente si è fermato in studio con noi mentre stavamo registrando l’ultimo Raconteurs e mi ha prestato un microfono. E’ stato bello da parte sua». Ma ci sono anche altre band che il compositore di Detroit apprezza e per cui nutre parecchie speranze: «È una gran cosa il fatto che le persone apprezzino ancora gente che scrive canzoni come quelle dei Vampire Weekend e dei Twenty One Pilots. È semplicemente grande cantautorato».
White ha parlato espressamente anche dei Greta Van Fleet, band spesso additata di essere la copia in carta carbone – ma fuori tempo massimo – dei Led Zeppelin: «Tre fratelli polacchi che vengono dal Michigan. All’inizio pensavo a uno scherzo! Ma è eccitante vedere persone così giovani che suonano rock & roll, non c’è dubbio. Quel ragazzo ha una voce grandiosa, e più fa a modo suo, più migliora. Quand’era appena uscito, la gente diceva: “Somiglia a Robert Plant”; ma se uno continua per la sua strada, quelle stronzate passano».
Durante la conversazione è emerso pure il nome di Bob Dylan, musicista a cui White pare essere molto affezionato e che sembra avergli dato qualche consiglio musicale: «È un grande mentore, per me, e anche un buon amico. Sono fortunato anche solo per il fatto di aver avuto una conversazione con lui», ha chiosato l’ex White Stripes, alludendo a una possibile collaborazione tra i due pur senza rivelare nulla. «Non posso dirti niente. Vorrei poterlo fare, ma non posso».
Su SA trovate l’ascolto, completo di dettagli, nonchè la recensione (a firma Elena Raugei, che al lavoro ha dato un voto di 6.5) del succitato, nuovo album dei Raconteurs. E sempre su queste pagine, trovate anche la recensione del precedente album – datato 2008 – Consolers Of The Lonely, a cura di Antonio Pancamo Puglia, senza dimenticare quella di Boarding House Reach, l’ultimo lavoro solista di White, firmata da Fabrizio Zampighi.
Tracklist
  • 1 Bored and Razed
  • 2 Help Me Stranger
  • 3 Only Child
  • 4 Don’t Bother Me
  • 5 Shine The Light On Me
  • 6 Somedays (I Don’t Feel Like Trying)
  • 7 Hey Gyp (Dig The Slowness)
  • 8 Sunday Driver
  • 9 Now That You’re Gone
  • 10 Live A Lie
  • 11 What’s Yours Is Mine
  • 12 Thoughts and Prayers
The Raconteurs
Help Us Stranger