Prima rifiuta di essere etichettato come ragazzo triste, ma poi ammette di aver avuto in passato tendenze suicide. La vita di James Blake è un saliscendi emotivo, e in un discorso al congresso annuale di Performing Arts Medicine Association – organizzazione che si occupa dei problemi di salute degli artisti – tenutosi a Orange County in California, l’artista è tornato a parlare dell’ansia e della depressione che lo attanagliarono nei primi anni di carriera e in particolare durante i primi tour, rivelando di aver avuto il pensiero di togliersi la vita come conseguenza proprio della vita on the road. Lo riporta il sito internet di Billboard: «Sono stato portato via dalla vita normale in un’età in cui essenzialmente ero per metà formato – ha raccontato. Ma sono state le interazioni «di livello superficiale» che i musicisti hanno con gli altri quando sono in città solo per un breve periodo ha fargli scaturire il malessere interiore. «In quelle occasioni si discute solo di roba figa, il che generalmente non implica quanto ti senti ansioso o depresso», ha spiegato Blake.
Il cantautore londinese, che aveva ventitrè anni, quando uscì il suo album di debutto omonimo nel 2011, ha parlato anche dell’impatto che le cattive abitudini alimentari hanno avuto su di lui. «Direi che lo squilibrio chimico dovuto alla dieta e il deterioramento della mia salute sono stati un fattore enorme, sia nella mia depressione che in eventuali pensieri suicidi», ha spiegato il musicista, che ha aggiunto: «Ho sviluppato intolleranze alimentari che porterebbero alla depressione in un solo giorno». Un sollievo per lui – ha altresì spiegato – è stato il trattamento psicoterapeutico chiamato EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) creato per alleviare il disagio derivante da brutti ricordi. Non solo. Anche tagliare i legami con certe persone che lo portavano ad assumere comportamenti malsani gli è stato d’aiuto: «Devo dire che la catarsi è arrivata dal dire a un sacco di gente di andare a farsi fottere». Ma non è tutto: bisogna anche «dire no. No allo stare sempre in tour. Nessuna cifra varrà mai come lo stare bene».
Un’ultima considerazione, l’autore di The Colour In Anything l’ha fatta riguardo alla sua generazione: «Siamo quelli che hanno visto le precedenti generazioni di musicisti votarsi alle droghe e agli eccessi e fare i conti con meccanismi che hanno finito per distruggerli. Tante persone di alto profilo si sono tolte la vita di recente, quindi – penso – abbiamo la responsabilità di parlarne e rimuovere lo stigma».
A maggio James Blake ha pubblicato il suo ultimo singolo Don’t Miss It, con la collaborazione di Dom Maker dei Mount Kimbie. Si tratta del secondo singolo, dopo If The Car Beside You Moves Ahead, uscito all’inizio di quest’anno, pubblicato dai tempi di The Colour In Anything, l’ultimo album dell’artista risalente al 2016. Su SA trovate la recensione sia di quest’ultimo che del precedente Overgrown (2013) e dell’esordio James Blake (2011). A seguire il video di Limit To Your Love, dal succitato primo album del compositore.
